La grande guerra

La Prima Guerra Mondiale

Alla fine delle guerre balcaniche (1913) in Europa, i rapporti tra le nazioni erano complicati e tesi.

La Francia voleva l’Alsazia e la Lorena dalla Germania; Austria e Russia volevano espandersi nei Balcani e l’Italia voleva liberare Trento e Trieste dal controllo asburgico.

L’Europa si era divisa in due schieramenti opposti:

  • la triplice Alleanza (1882) composta da Germania, Austria e Italia (collegamento con la seconda guerra mondiale: la coalizione tra Italia e Germania avrebbe assunto il nome di ‘Asse Roma-Berlino’)
  • la triplice Intesa (1907) costituita da Gran Bretagna, Inghilterra e Russia.

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L’attentato a Sarajevo

A Sarajevo, in Bosnia, il 28 giugno l’arciduca Francesco Ferdinando nipote dell’imperatore Francesco Giuseppe ed erede al trono dell’Impero austro-ungarico, venne assassinato da un giovane appartenente ad un’associazione terroristica della Serbia.

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Disperato e con l’Impero che stava per sfasciarsi, l’imperatore Francesco Giuseppe decise di dichiarare guerra alla Serbia, con l’idea di annetterla al suo Impero.

La Germania del Kaiser Guglielmo II si schierò immediatamente a fianco dell’Austria, mentre in soccorso della Serbia intervenne la Russia dello zar, seguita dalla Francia e dall’Inghilterra.

Scoppia la guerra

Mentre l’Austria attacca la Serbia, la Germania passò il confine francese, con il progetto di accerchiare Parigi e di distruggere Francesi e Inglesi, concentrati al’interno di quel cerchio. Questo rientrava nell’idea della potenza tedesca di realizzare una guerra lampo, che avrebbe portato i tedeschi alla vittoria in poche settimane. 

Ciononostante, anche la Russia fu rapida nell’attaccare dalla parte orientale la Germania, per questo motivo, molte divisioni tedesche dovettero essere spostate in fretta e furia sul fronte orientale, per contrastare i russi.

Sul fronte occidentale, i Francesi e Inglesi, con un’eroica resistenza, riuscirono a bloccare il nemico tedesco sul fiume Marna, a pochi chilometri da Parigi.

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Da quel momento, la guerra-lampo si trasformò in una tragica guerra di trincea, che ogni giorno causava la morte di decine di migliaia di uomini.

L’Italia in guerra

L’Italia, che voleva strappare all‘Austria Trento, Trieste e la Dalmazia, esce dalla triplice alleanza ed entra nella triplice intesa: A questo riguardo, fece un patto segreto, siglato nel cosiddetto Patto di Londra, con la Francia e la Gran Bretagna.

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L’Italia nel 1915 dichiarò guerra all’Austria.

Il comando militare fu affidato al generale Luigi Cadorna, che stabilì la linea del fronte di guerra, sulle Alpi orientali.

Anche la guerra italo-austriaca si bloccò nelle trincee e costò perdite umane gravissime.

Nel 1916 austriaci e tedeschi sbaragliarono le difese italiane a Caporetto e ne causarono una ritirata tragica e disordinata.

La guerra si svolgeva sul Fronte Occidentale (Francia), sul Fronte russo, sul Fronte italiano e sul Fronte turco (la Turchia si era alleata alla Germania e veniva attaccata da tribù arabe, comandate da una spia inglese chiamata Lawrence d’Arabia)

Altre battaglie si svolgevano nell‘Oceano Atlantico, tra sottomarini tedeschi e navi mercantili americane, che portavano rifornimenti in Inghilterra sul Fronte Giapponese; la guerra stava diventando mondiale.

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La  Rivoluzione Russa e l’entrata in guerra degli Stati Uniti

Nel 1917, a causa di una rivoluzione che cacciò lo zar, la Russia uscì dalla guerra.

Nello stesso anno, gli Stati Uniti, non potendo più tollerare l’affondamento della navi mercantili da parte dei sottomarini tedeschi, dichiararono guerra alla Germania e sbarcarono in Francia con una tale abbondanza di uomini e mezzi da ricacciare le truppe del Kaiser oltre i confini.

I tedeschi, esasperati dai disagi della guerra, cacciarono il Kaiser e proclamarono la repubblica, che prese il nome di repubblica di Weimar.

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Sul fronte italiano, il generale Diaz sbaragliò gli austriaci a Vittorio Veneto, che il 4 novembre del 1918 firmarono un armistizio con l’Italia.

Dopo questi eventi, nel 1918, la Repubblica di Weimar chiese la pace e la guerra finì su tutti i fronti.

L’Italia in Guerra

Per un approfondimento sulla prima guerra mondiale, consiglio il testo di Birattari, l’Italia in guerra, 1915-1918, niente sarà come prima, Kids Feltrinelli

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Il testo è strutturato in 18 capitoli. Tramite un’ampia documentazione, Birattari approfondisce diversi temi di cui sotto.

Un anno prima, il mondo in pace

In questa parte, l’autore spiega che il mondo, prima della vigilia della Prima guerra mondiale era un mondo diverso, in quanto erano presenti i seguenti imperi:

  • l’impero austro-ungarico era immenso, in quanto costituito da un insieme di territori come Vienna (Austria), Budapest (Ungheria), Praga (Repubblica Ceca), Trento (Trentino Alto Adige, in Italia) Trieste (Friuli Venezia Giulia, in Italia) Bolzano (Trentino Alto Adige, in Italia), Cracovia (Polonia), Bratislava (Slovacchia), Lubiana (Slovenia), Zagabria (Croazia), Sarajaevo (Bosnia ed Erzegovina);
  • l‘impero tedesco, comprendeva l’attuale Germania, l’Alsazia e la Lorena, e a est terre che attualmente sono della Polonia e della Russia;
  • l’impero russo, possedeva la Finlandia, buona parte della Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania, Bielorussia, Ucraina, Moldavia, Georgia e molti altri stati tra il Caspio e l’Asia centrale;
  • l‘impero inglese, il re inglese era imperatore di India e le colonie inglesi si estendevano in tutti i continenti, tra cui Canada, Australia, Nuova Zelanda;
  • l‘impero ottomano, che oltre alla Turchia comprendeva la Siria, il Libano, la Palestina e quello che diventerà lo stato d’Israele, Giordania, Iraq e gran parte della penisola arabica.

Inoltre, Birattari fa un quadro sulla Bella époque, descrivendo come si viveva nell’Europa del tempo.

Sarajevo, 28 giugno 1914 

La Bosnia, dopo essere stata per secoli sotto il dominio dei turchi, è amministrata dall’Austria-Ungheria, che l’ha ufficialmente annessa nel 1908, ma i membri di un’associazione segreta, chiamata Giovane Bosnia, vorrebbero che si unisse al regno di Serbia. Per ottenere questo risultato pensano di usare il metodo del terrorismo, mediante l’uccisione dell’imperatore.

Ecco spiegato l’attentato di Sarajevo: ossia il gesto omicida compiuto dal giovane attentatore serbo-bosniaco Gavrilo Princip, che apparteneva all’associazione Giovane Bosnia, contro l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria-Ungheria e sua moglie Sofia, durante una visita ufficiale nella città bosniaca, il 28 giugno del 1914.

Una catena di cause

L‘attentato di Sarajevo è  una scintilla che fa esplodere un insieme di situazioni critiche, tra cui ricordiamo:

  • L’Austria vuole dare una lezione alla Serbia;
  • Diverse popolazioni si sentono oppresse e vorrebbero essere indipendenti
  • La Francia desidera riprendersi l’Alsazia e la Lorena
  • La Germania vuole conquistare nuovi possedimenti
  • Gli operai e i contadini chiedono un miglioramento della condizioni di vita.

Il 28 luglio l’Austria consegna la dichiarazione di guerra alla Serbia e il 29 luglio i suoi cannoni cominciano a colpire la capitale Belgrado, che si trova sul confine, sull’altra sponda del Danubio.

Dopodiché gli altri stati, sulla base dei precedenti accordi, ossia la Triplice intesa e la Triplice alleanza, si preparano a intervenire in guerra.

Dopo una serie di ultimatum, la Germania dichiara guerra alla Russia il primo agosto, alla Francia il 3 agosto e il 4 agosto invade il Belgio.

Lo stesso giorno la Gran Bretagna dichiara guerra alla Germania. Così, senza capire come, i cinque principali stati europei, più la Serbia e il Belgio, si trovano in guerra.

1914: I primi cinque mesi

 

In questa parte vengono descritti i seguenti avvenimenti:

  • guerra in Belgio, a Liegi, il 5 agosto del 1914.
  • 7 agosto: un corpo di spedizione inglese sbarca in Francia.
  • 7-23 agosto La battaglia delle frontiere, poiché si svolgono a cavallo dei confini tra Francia, Germania e Belgio. La battaglia delle frontiere finisce con la sconfitta dei francesi, che per la fine di agosto avranno 300.000 perdite.
  • 23 agosto-11 settembre Battaglia di Galizia (oggi divisa tra Polonia e Ucraina). Vincono i russi e gli austrici si devono ritirare.
  • 5-12 settembre Battaglia sulla Marna, fiume vicino a Parigi.
  • 21 ottobre – 22 novembre Battaglia a Ypres, nel Belgio settentrionale.
  • 29 ottobre bombardamento delle città russe sul Mar Nero.
  • 2 dicembre gli austriaci conquistano la capitale della Serbia, Belgrado.
  • 15 dicembre i serbi sconfiggono gli austriaci a Kolubara (fiume della Serbia) e si riprendono Belgrado.

Una tregua per Natale

Nel periodo di Natale i soldati sono al freddo, sotto la pioggia battente, la grandine e la neve e sono immersi nel fango e nella sporcizia delle trincee. Tutti vorrebbero essere a casa con le loro famiglie, al caldo. Papa Benedetto XV chiede ufficialmente una tregua natalizia, ma tutte le nazioni in lotta rifiutano.

I governi sebbene sappiano che Natale sia un momento delicato e che sia importante fare qualcosa per il morale delle truppe, ufficialmente non accordano una tregua.

Al contempo, gli inglesi distribuiscono centinaia di scatole in ottone, con il profilo della principessa Mary, figlia di re Giorgio, che contengono tabacco, materiale per scrivere, caramelle, etc.

Il governo tedesco invia migliaia di alberi di Natale e le candeline per decorarli.

Durante il primo giorno di Natale, senza che sia presente una direttiva ufficiale, la guerra si interrompe per una tregua. 

L’Italia entra in guerra 

 La decisione di intervenire in guerra fu presa nell’aprile del 1915, quando il primo ministro Salandra, il ministro degli esteri Sonnino, con l’appoggio di Vittorio Emanuele III, avevano firmato a Londra, un patto segreto (Patto di Londra) in cui l’Italia si impegnava a entrare in guerra, entro un mese, a fianco di Inghilterra, Francia e Russia.

Il 23 maggio l’Italia dichiara guerra all’Austria a fianco della Triplice intesa, contro la Triplice alleanza, per ottenere i seguenti possedimenti:

  • il Trentino Alto Adige, fino al Brennero
  • La Venezia Giulia
  • L’Istria, alcune isole della Dalmazia, Saseno e Vallona in Albania
  • Parte dell’Impero coloniale tedesco e dei possedimenti ottomani.

Italiani sotto l’Austria

Molti italiani combattono nella grande guerra ben prima del 24 maggio del 1915 in quanto alcune terre di confine dell’Italia Settentrionale, per diverse ragioni storiche, appartengono all’impero austro/ungarico.

Il Trentino, Istria e la Dalmazia fanno parte dell’impero austro-ungarico per un insieme di motivi storici. l‘Istria e la Dalmazia erano stati consegnati all’impero asburgico da Napoleone, nel 1797; al Trentino tocca la stessa sorte nel 1815.

Trieste era sempre stata il porto mediterraneo dell’Austria, che faceva concorrenza a Venezia.

Trincee

Il 24 maggio del 1915 l’Italia entra in guerra contro l’Austria. La linea del fronte in cui si disputa la guerra è il confine tra Italia, Austria e Ungheria, ossia una grande S disposta in orizzontale lungo oltre 600 chilometri.

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Le battaglie vicino al fiume Isonzo sono undici, tra il 1915 e il settembre del 1917.

In questa parte abbiamo una visione di come si svolgeva la vita dei soldati nelle trincee: alcuni testimoniano che questo luogo di guerra era pieno di insetti di ogni genere, sporcizia e disordine. Erano luoghi pieni di desolazione.

Ai quattro angoli della terra

La grande guerra si estende in tutto il mondo, toccando luoghi remoti o obbligando centinaia di migliaia di soldati ad andare  a combattere a migliaia di chilometri da casa.

La guerra Bianca

In questa parte, Birattari spiega come si svolgeva la guerra sulle Alpi, tramite la testimonianza di alcuni militari.

A parte l’Isonzo, il fronte di guerra tra Italia e Austria, corre sulle Alpi, tra cime, valli e altipiani, dal passo dello Stelvio a ovest alle Alpi Giulie a est. In questo luogo di guerra (zona alpina) era necessario costruire strade, ripari nella roccia, affrontare tempeste di neve, sopportare notevoli difficoltà e disagi, considerata la tipologia di territorio e ambiente.

Cose che un soldato non deve fare

In questo passaggio del testo, Birattari, attraverso alcune sentenze dell’epoca, spiega quali erano i comportamenti che un soldato non avrebbe dovuto porre in essere, per evitare di finire di fronte al Tribunale militare. 

Ad esempio, un militare non poteva pronunciare la frase ‘Abbasso la guerra’, che costituiva la manifestazione di una volontà avversa alla disciplina e al servizio, poiché in tempo di guerra, servizio e disciplina militare, rappresentavano i doveri del cittadino verso la patria.

Donne

Anche se le donne non andarono in guerra, essa colpì anche loro, perché oltre a crescere la famiglia e ad accudire la prole, avevano l’arduo compito di procurarsi il necessario per vivere.

Ad esempio, Cesarina Giamella, in una lettera rivolta al marito in guerra, gli spiega come si svolge la sua faticosa giornata, caratterizzata da tempo da dedicare alla coltivazione dell’orto, alla cura dei figli, etc.

Per le donne che vivono in campagna la guerra è una catastrofe, non solo perché sono private dell’affetto dei loro compagni, ma anche perché non hanno un aiuto nelle incombenze quotidiane.

Inoltre, l’autore approfondisce l’argomento con un altro insieme di esempi da leggere e sui quali riflettere.

1916, 1917: guerra senza fine

La grande guerra è una guerra di logoramento, perché ognuno cerca di distruggere il nemico, in modo da costringerlo ad arrendendosi. Per ottenere questo risultato, vengono usate tutte le armi disponibili, anche i gas asfissianti e lacrimogeni.

Ma nemmeno i gas, con tutto il loro orrore, sono un’arma risolutiva, perché altri fattori (vedi ad esempio il blocco navale) determineranno l’esito della guerra.

Disastro a Caporetto (comune sloveno, vicino al confine con Italia)

La battaglia di Caporetto, o dodicesima battaglia sull’Isonzo, venne combattuta durante la prima guerra mondiale tra gli italiani e le forze austro-ungariche. La sconfitta dell’esercito italiano in questa battaglia, portò alla sostituzione del generale Cadorna con Armando Diaz.

Nella disfatta di Caporetto muiono 11.000 soldati italiani e ci sono tanti feriti e prigionieri che vengono inviati nei campi di prigionia.

Prigionieri

In questa parte, l’autore ci spiega dove finissero i prigionieri di guerra, ossia i soldati italiani catturati dagli austriaci. Inoltre, l’autore spiega il tipo di vita nei campi di prigionia.

L’ultimo anno

In questa parte, l’autore spiega:

  • da una parte in che modo l’esercito italiano si riorganizza, anche grazie alla direzione del generale napoletano Armando Diaz.
  • dall’altra parte, come si stanno organizzando gli imperi centrali, considerato che essi sono ben consapevoli degli esiti negativi del blocco navale (effettuato dagli inglesi contro i tedeschi) e del fatto che non devono più preoccuparsi del nemico russo, in quanto uscito dalla guerra.

Dopo una guerra, prima di un’altra

Impero Turco Ottomano

L’impero turco ottomano è stato uno dei più duraturi imperi della storia mondiale. Per la vastità dei suoi domini e per la sua posizione geografica al crocevia di tre continenti, ha giocato un ruolo di primo piano nella storia mondiale tra XIII (1200) e XX (1900) secolo.

Le origini

L’impero turco ottomano ha origine tra il XIII e il XIV secolo nell’Asia Minore (territorio dell’impero romano prima e dell’impero bizantino poi per oltre un millennio), frantumata a quel tempo in numerosi emirati, fra i quali emerge quello di Osman o Othman, il fondatore della dinastia da cui l’impero prende il nome.

Gli Osmanli sono una dinastia turca; in origine erano dei capitribù di quel popolo turco di nomadi che viveva nelle steppe dell’Asia centrale,diviso in numerose tribù accomunate dalla stessa lingua, migrato a occidente per le pressioni mongole.  Si ritiene generalmente che le prime popolazioni turche fossero native di una regione situata tra l’Asia Centrale fino alla Siberia. La maggiore migrazione di tribù turche avvenne tra il primo e il decimo secolo d.C., quando si diffusero attraverso la maggior parte dell’Asia Centrale fino in Europa e Medio Oriente.

Nei secoli seguenti e fino a tutto il XVI secolo, gli Ottomani espandono costantemente i loro possedimenti attraverso una serie incessante di guerre, ma anche di matrimoni e di alleanze con vicini cristiani o musulmani e costituiscono un vasto impero multietnico.

Le tappe dell’espansione

In quell’inarrestabile processo di espansione, particolarmente importanti sono i risultati conseguiti da due sultani, Maometto II il Conquistatore (1430-1481) e Solimano il Magnifico (1495-1566). Il primo pone fine al millenario impero bizantino. Conquista nel 1453 Costantinopoli e ne fa la capitale dell’impero; dilaga poi nei Balcani arrivando fin quasi al Danubio e trasforma una potenza regionale in un grande impero, terrore della cristianità.

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Solimano il Magnifico: è un grande conquistatore che annienta il vasto e cristiano regno di Ungheria, conquista Belgrado, Buda, assedia Vienna, sconfigge l’impero persiano e conquista Baghdad, ma anche un grande legislatore. Durante il suo lungo regno, l’impero raggiunge la massima espansione e anche il vertice del suo sviluppo culturale e artistico. Costantinopoli sorprende i viaggiatori del tempo per il numero e la composizione dei suoi abitanti (quasi mezzo milione fra musulmani, cristiani ed ebrei), per il grande bazar in cui affluiscono tutti i prodotti dell’immenso impero, per le taverne, per il grande arsenale, per le grandi e splendide moschee, con cortili, fontane, ricoveri per i poveri, biblioteche e scuole, ma anche per il gran numero di chiese cristiane (in maggioranza ortodosse), di conventi, di sinagoghe.

Tolleranza religiosa e governo

Non solo a Costantinopoli ma in tutto l’impero, ufficialmente musulmano sunnita, le consistenti minoranze di cristiani ed ebrei possono professare, con certe limitazioni, il loro culto grazie all’istituzione dei millet, comunità di non musulmani, con un leader religioso nominato dal sultano e dunque anche funzionario dell’impero. I non musulmani sono tenuti alla fedeltà, come tutti i sudditi, e devono pagare una tassa speciale; se contadini, come tutti gli altri, devono prestarsi ai servizi richiesti dal sultano. Sono sudditi di seconda categoria, ma tollerati.

Nell’impero il sultano, che ha anche il titolo di califfo ovvero è anche il capo dei musulmani sunniti (corrente maggioritaria dell’islam, riconosce la validità della Sunna, ossia complesso di regole di condotta derivate del Corano e dal comportamento abituale di Maometto nelle varie circostanze della vita, considerato esemplare dai musulmani ortodossi e da loro assunto come modello da imitare rigidamente), è in teoria il padrone di tutto e di tutti, è onnipotente e inaccessibile. Al di sotto del sultano sta il gran visir, cioè il primo ministro, e sotto di lui il divan (governo), formato da tutti gli altri visir (ministri) e dai più importanti magistrati. I visir e lo stesso gran visir hanno spesso origini molto umili e, fino al Seicento, quasi nessuno di loro è turco e i più sono nati cristiani. Fonte: Enciclopedia Treccani

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Età Elisabettiana

QUADRO CULTURALE DELL’INGHILTERRA DEL 1500

Il Cinquecento è un secolo ricco di avvenimenti storici e culturali: è il secolo del Rinascimento nella cultura letteraria e nelle arti, della scoperta e dell’impiego della stampa, della Riforma protestante, delle grandi scoperte geografiche: grandi eventi che hanno coinvolto non solo l’Italia, ma l’Europa intera. E’ il secolo delle guerre, dei cambiamenti politici e dell’affermazione di grandi stati nazionali come la Spagna, l’Inghilterra e la Francia.

I GENITORI DI ELISABETTA I

I genitori di Elisabetta I furono Anna Bolena e Enrico VIII.

Chi era Anna Bolena?

Anna Bolena fu regina di Inghilterra e di Irlanda, dal 1533 al 1536. Era la seconda moglie di Enrico VIII. Il suo matrimonio con Enrico VIII fu causa di considerevoli sconvolgimenti politici e religiosi che diedero origine allo scisma anglicano, che originò la rottura con la chiesa di Roma.

Anna Bolena era figlia del diplomatico Sir Thomas Boleyn e di Elisabetta, figlia del duca di Norfolk. Anna trascorse parte della sua infanzia in Olanda (alla corte dell’Arciduchessa Margherita) e poi alla corte francese. Al suo ritorno in Inghilterra fu nominata dama di compagnia di Caterina d’Aragona, moglie del re Enrico VIII.

Le sue maniere raffinate, la sua bellezza e il suo carattere forte e influente le procurarono immediatamente molti ammiratori a corte. Anche il re si accorse presto di lei e cominciò a farle una spietata corte. Nel 1533 nacque Elisabetta, destinata a diventare uno dei sovrani più celebri della storia d’Inghilterra.

Anna Bolena, accusata di cospirazione, fu decapitata nel maggio 1536.

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Ritratto della regina Anna Bolena in una copia del periodo tardo-elisabettiano, il cui originale (risalente al 1533-36 e di autore ignoto) andò perduto.

Enrico VIII Tudor, padre di Elisabetta I

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Enrico VIII d’Inghilterra ritratto da Holbein il giovane

L’INFANZIA DI ELISABETTA I

Elisabetta, nata nel 1533, non ebbe un’infanzia felice, in quanto si narra che il padre desiderasse un figlio maschio, per la successione dinastica. Per questo motivo, Elisabetta venne ripudiata e allontanata dalla casa genitoriale e fatta crescere a Hatfield in compagnia di una damigella. Elisabetta ebbe l’altro grande dispiacere della decapitazione della mamma, accusata di adulterio.

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Ritratto di Elisabetta a 13 anni

REGNO DI ELISABETTA I

A venticinque anni, Elisabetta salì al trono e governò per circa 45 anni.

In ambito religioso Elisabetta fece approvare dal Parlamento l’Atto di Supremazia (precedentemente adottato da Enrico VIII), per affermare obbedienza alla CHIESA ANGLICANA (nome assunto dalla chiesa di Inghilterra dopo la separazione dalla chiesa cattolica nel XVI secolo).

Nel 1563, Elisabetta I fece approvare i 39 articoli di religione.  I trentanove articoli di religione possono essere considerati la confessione di fede fondamentale della chiesa anglicana o Chiesa d’Inghilterra e delle chiese consociate che si dicono “episcopaliane”. Essi sono diventati testo ufficiale della Chiesa d’Inghilterra.

Con l’Atto di Supremazia, la regina si nominava capo supremo della Chiesa di Inghilterra e dichiarava l’indipendenza della Chiesa anglicana da quella di Roma. Lo scisma religioso era stato avviato da Enrico VIII, come si evince dalla mappa concettuale di cui sotto.

Atto di supremazia: un provvedimento legislativo inglese che conferì al re Enrico VIII la Supremazia Regale, il che significa che egli ottenne il titolo di capo supremo della Chiesa inglese, che è ancora oggi appannaggio dell’autorità legale del Sovrano del Regno Unito.

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L’Atto di Supremazia 1534 fu abrogato nel 1554 durante il regno della figlia di  Enrico VIII Maria I, fervente sostenitrice del Cattolicesimo, ma fu reintrodotto dalla sorellastra di Maria, Elisabetta I, di fede protestante, subito dopo la sua ascesa al trono.

In politica interna trasformò l’economia basata sulla produzione della lana in economia mercantile, basata sui commerci attraverso gli oceani. Infatti, la Compagnia Britannica delle Indie Orientali nacque il 31 dicembre 1600, quando la regina Elisabetta I accordò una “carta” o patente reale che le conferiva per 21 anni il monopolio del commercio nell’Oceano Indiano.

In politica estera, Elisabetta I entrò in conflitto con la Spagna, in quanto possedeva la più grande flotta d’Europa. A questo riguardo la regina sconfisse l’invincibile Armata di Filippo II, re di Spagna.

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Testi letterari collegabili al periodo elisabettiano

Il principe e il povero è un romanzo scritto nel 1881 da Twain. La storia è ambientata nell’Inghilterra del XVI secolo, all’epoca di Enrico VIII, padre di Elisabetta I.  A quei tempi, nello stesso giorno nascono due bambini dalle condizioni sociali opposte. Il primo è Edoardo VI, figlio del re Enrico VIII e erede al trono; il secondo è Tom Canty, figlio di povera gente. Cresciuti, i due si incontrano e, entrambi stanchi del loro stile di vita, trovandosi molto simili nell’aspetto fisico si scambiano i “ruoli”: Tom sarà il principe ed Edoardo il povero solo per un brevissimo periodo.

La decolonizzazione

Decolonizzazione: Processo storico attraverso cui un territorio sottoposto a regime coloniale (di sfruttamento) acquista l’indipendenza politica, economica e tecnologica dal paese ex-colonizzatore.

In particolare, il processo storico, iniziato con la Seconda guerra mondiale e proseguito negli anni 1970,  ha portato alla dissoluzione dell’assetto coloniale imposto alla quasi totalità dell’Africa, a buona parte dell’Asia e a territori delle Americhe.

Ricorda che l’ONU dichiara illegittimo il colonialismo.

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La decolonizzazione avvenne in tre fasi.

  • 1945-1956, acquistano l’indipendenza l’Asia e la maggioranza del mondo arabo
  • 1957-1965, ottengono l’indipendenza l’Algeria, l’Africa sub-sahariana
  • 1966-1990 l’America centrale e l’Africa meridionale

LE PRINCIPALI CAUSE DELLA DECOLONIZZAZIONE
Molteplici sono i motivi che spiegano il processo di decolonizzazione. Tra i più importanti segnaliamo:

  • La debolezza dell’Europa che esce devastata dalla seconda guerra mondiale e in particolare la crisi delle vecchie potenze colonialiste come la Francia, la Spagna, il Portogallo, …
  • L’emergere di un mondo bipolare, controllato dalle due superpotenze uscite vincitrici dalla guerra: gli Stati Uniti e l’URSS.
  • La posizione di principio anticolonialista degli USA – che vedono la loro nascita, nel secolo XVIII°, dalla guerra d’indipendenza anticolonialista contro l’Inghilterra – e dell’Unione Sovietica che difende il principio di autodeterminazione dei popoli e che spinge tutte le colonie a lottare per l’indipendenza.
  • Il sostegno dell’ONU all’autoderminazione dei popoli.

Alla fine della seconda guerra mondiale il mondo era diviso in due blocchi. A questi due si aggiunse il blocco definito terzo mondo, ossia quello costituito da paesi poveri e arretrati, spesso privi di risorse naturali, che le potenze coloniali avevano sfruttato senza curarsi del loro sviluppo economico.

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INDIA

In India si afferma una lotta politica non violenta. L’India si libera dal dominio inglese nel 1947 dopo lunghi anni di lotta non violenta, guidata da Gandhi, avvocato induista leader del partito del Congresso. La sua lotta si basava sul boicottaggio dei prodotti inglesi e delle leggi ritenute ingiuste.

La marcia del sale del 1930: il governo britannico aveva imposto la tassa sul sale, che colpiva la popolazione indiana,  in risposta Gandhi organizzò e guida quella che resterà nella storia come “la marcia del sale”, episodio emblematico della crociata nonviolenta portata avanti dal leader indiano.

La marcia durata 24 giorni, portò la protesta pacifica direttamente nelle saline, presidiate dalla polizia inglese. Partirono in 78; arrivano in diverse migliaia. Quando all’esercito giunse l’ordine di sparare sulla folla, gli ufficiali si rifiutarono.

La marcia del sale si concluderà con l’arresto di più di 60.000 persone, tra cui Gandhi, condannato a 6 anni, e moltissimi membri del Congresso, ma l’opinione pubblica prenderà nettamente posizione a favore degli indiani.

Nel 1947 gli inglesi concessero l’indipendenza all’enorme colonia indiana che venne suddivisa in due Stati: India, a maggioranza indù e Pakistan a maggioranza musulmana.

Un anno dopo l’indipendenza, Gandhi venne assassinato da un fanatico indù.

BRICS in economia internazionale è un’associazione di cinque paesi tra le maggiori economie emergenti. Il nome è l’acronimo delle iniziali dei cinque stati:

  • Brasile
  • Russia
  • India
  • Cina
  • Sudafrica

 

 Indocina

Per Indocina intendiamo la penisola dell’Asia sud orientale, formata da diversi stati tra cui Laos, Cambogia, Vietnam.

Vietnam

Il processo di decolonizzazione iniziò in Vietnam già durante la seconda guerra mondiale, con la creazione di un movimento indipendentista.

Dal 1945 al 1954 il Vietnam combatte una guerra di liberazione contro i francesi. 

 

Un soldato si immerge nel Mekong, a sud di Saigon, il 10 settembre 1968. - (Henri Huet, Ap/Ansa)

Il Vietnam vittorioso avrebbe dovuto ottenere l’indipendenza, ma Usa e Urss si accordarono per dividerlo in due, lungo il 17 esimo parallelo:

  • il nord sotto il governo filorusso di Ho Chi Min, con capitale Hanoi
  • il sud con governo filoamericano, con capitale Saigon.

Questa spartizione era un classico frutto della guerra fredda.

Nel 1975 il Vietnam diventò un unico stato indipendente con capitale Hanoi.

Il Vietnam è rimasto un paese comunista, ha da tempo riattivato i rapporti con Stati Uniti, Giappone, e Europa.

 

L'Italia dopo la Seconda guerra mondiale

L’Italia uscì dalla guerra devastata.

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il 2 giugno del 1946 gli italiani furono chiamati a votare per il referendum (strumento con cui gli elettori sono chiamati a scegliere, tramite una votazione, su questioni di interesse nazionale) che riguardava la scelta tra monarchia e repubblica. Per la prima volta, le votazioni si svolsero a suffragio universale maschile e femminile.

La maggioranza degli italiani scelse la Repubblica e Umberto II abbandonò l’Italia.

Nello stesso giorno gli italiani votarono anche per eleggere i rappresentanti all’Assemblea costituente, che avrebbe dovuto preparare la nuova Costituzione, entrata in vigore il primo gennaio del 1948.

Che cosa è l’Assemblea Costituente?

Per assemblea costituente si intende generalmente un’assemblea eletta per lo più a suffragio ampio, se non universale, ed incaricata di redigere una Costituzione.

Quali erano i partiti politici presenti in Italia nel dopoguerra?

  • Partito Socialista, caratterizzato da un insieme di dottrine e dei movimenti volti alla trasformazione della società per il raggiungimento dell’eguaglianza giuridica, sociale ed economica di tutti i cittadini attraverso l’abolizione delle classi e dei privilegi. Anche del sistema o del regime che ha realizzato la socializzazione o collettivizzazione dei mezzi di produzione e della distribuzione dei beni. (Treccani.it)
  • Partito Comunista, sulla base delle formulazioni teoriche di Marx e Engels,  propugna un sistema sociale nel quale sia i mezzi di produzione sia i mezzi di consumo sono sottratti alla proprietà privata e trasformati in proprietà comune, e la gestione e distribuzione di essi viene esercitata collettivamente dall’intera società nell’interesse e con la piena partecipazione di tutti i suoi membri. (Treccani.it)
  • Democrazia cristiana, partito di ispirazione democratico-cristiana, fondato nel 1942 e attivo fino al 1994.
  • Partito liberale, nato nel 1921 ed erede della classe dirigente liberale che ha guidato l’Italia, fino all’avvento del fascismo. Si tratta di un partito conservatore, nel senso che voleva mantenere la forma di governo delle classi dirigenti. 
  • Partito Repubblicano, uno dei più antichi italiani, nato nel 1895 ed erede della tradizionale risorgimentale mazziniana.
  • Partito d’azione, costituito nel 1942,dai membri di Giustizia e Libertà, per combattere il fascismo e di superare l’antitesi tra liberalismo e socialismo.

Guerra Fredda

In costruzione

Cronologia

1945 Conferenza di Yalta

1945 Tribunale di Norimberga

1945 nasce l’ONU

1947 Piano Marshall

1949 Germania divisa in due parti

1949-1989 Guerra Fredda

1949 nasce la NATO

1950 Guerra di Corea (Stati Uniti, Unione Sovietica e Cina si fronteggiano in Corea)

1953 Morte di Stalin

1955 Viene stipulato il Patto di Varsavia tra comunisti

1960 Elezione di J.F. Kennedy

1961 Viene costruito il muro di Berlino

1968 Primavera di Praga, in Cecoslovacchia

1969 L’uomo sbarca sulla luna

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Nel 1945 gli Stati Uniti e L’Unione Sovietica sono alleati finché combattono contro la Germania di Hitler e contro il Giappone. Ma subito dopo la vittoria i due paesi iniziano a contendersi la supremazia sul mondo.

Gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica infatti sono due grandi potenze economiche e militari, ma sono anche molto diverse tra loro:

  • Negli Stati Uniti c’è la democrazia e il sistema economico è capitalistico.
  • In Unione Sovietica il potere è nelle mani di un solo partito e di un dittatore Stalin. 

Durante l’ultima fase della seconda guerra mondiale Stati Uniti e Unione Sovietica si accordano per spartirsi l’Europa in due aree di influenza:

  • All’Unione Sovietica vanno i paesi dell’Est, come la Polonia, la Cecoslovacchia, l’Ungheria e la Romania invasi dai russi durante la guerra. In questi paesi, l’Unione Sovietica esercita con la forza un controllo e impone regimi comunisti;
  • gli Stati Uniti invece aiutano i paesi europei a risollevarsi dalla guerra e a rimanere paesi democratici. A questo riguardo, nel 1947 avviano un progetto di aiuti economici e finanziari ai Paesi Europei chiamato Piano Marshall.

Nel 1945 quasi tutti i paesi del mondo entrano a far parte dell’ONU.

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Definizioni/Punti chiave

Guerra Fredda Gli anni che vanno dal 1949 al 1989 vengono definiti guerra fredda, cioè non combattuta con le armi, ma con tutti gli strumenti possibili: lo spionaggio, interventi a favore o contro l’indipendenza delle colonie.

La conferenza di Yalta. Nel febbraio del 1945, prima ancora che la guerra finisse, i tre principali oppositori del nazismo si erano riuniti nella cosiddetta conferenza di Yalta, in Crimea, sul Mar Nero.  Vi parteciparono Churchill (Gran Bretagna), Roosevelt (USA) e Stalin (URSS). A Yalta l’Europa fu divisa in due distinte sfere d’influenza (aree sopra le quali uno Stato o una organizzazione esercita un dominio di tipo politico, economico o culturale) separate da una linea di confine che fu definita da Churchill “cortina di ferro”.

In almeno tre occasioni la tensione tra USA e URSS arrivò al massimo e sembrò sul punto di sfociare in una guerra calda.
La guerra di Corea (1950-1953)
La crisi di Cuba (1962)
La guerra del Vietnam (1965-1975)

Regno di Sardegna

Sapevate che fino al 17 marzo 1861 tutta l’Italia si chiamava Regno di Sardegna?

E che tutti gli Italiani si chiamavano Sardi?

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 A questo riguardo, colleghiamo ciò che era accaduto nel 1815, durante il Congresso di Vienna, quando l’Italia era stata divisa nei seguenti nove stati:

  1. Regno di Sardegna con capitale Torino (Piemonte, Liguria, Sardegna, Savoia, Nizza);

  2. Regno del Lombardo-Veneto (sotto dominazione diretta austriaca);

  3. Ducato di Modena e Reggio;

  4. Ducato di Parma e Piacenza,

  5. Ducato di Massa e Carrara;

  6. Ducato di Lucca;

  7. Granducato di Toscana,

  8. Stato della Chiesa (Bologna, Romagna, Marche, Umbria, Lazio, sotto il diretto dominio del Papa);

  9. Regno delle Due Sicilie (Meridione e Sicilia).

La Resistenza

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La Resistenza è un movimento di protesta e di opposizione clandestino, costituito da partigiani, con l’obiettivo di impedire l’affermazione del nazi-fascismo sul continente.

La Resistenza si manifestò in Francia, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Iugoslavia, Grecia e Italia.

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La Francia fu tra i primi paesi dove la Resistenza iniziò a operare. Dopo lo sbarco in Normandia (6 giugno 1944) i francesi divennero ancora più attivi e prima dell’arrivo degli alleati riuscirono a liberare da soli Parigi.

In Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, a causa di un territorio che non agevolava la guerriglia, i partigiani riuscirono ad operare sabotaggi e scioperi che aiutarono gli alleati.

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Nella zona al confine tra Italia e Jugoslavia si avvertivano tensioni tra croati, sloveni e italiani. A questo riguardo, dopo la Prima Guerra Mondiale, all’Italia erano state assegnate le città di Gorizia (Friuli Venezia Giulia), Trieste (Friuli Venezia Giulia) e Istria (penisola della Croazia) fino a Pola (città della Croazia), dove abitava una minoranza slovena.

Con l’avvento del fascismo, tale minoranza fu perseguitata e costretta a un’italianizzazione forzata e violenta. Le scuole slovene furono chiuse e le organizzazioni economiche e culturali soppresse.

All’occupazione fascista si oppone la guerriglia partigiana slava guidata dal maresciallo Tito. I partigiani slavi, anche considerati i rancori profondi generati dai soprusi dei fascisti, reagirono con vendette atroci e brutali, come quelle delle foibe, profonde voragini naturali che si aprono nel terreno carsico della zona, che divennero la tomba di migliaia di persone (gettate dentro spesso ancora vive).

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Dopo la firma dell’armistizio, l’Italia si ritrova divisa in due parti:

  1. a sud si forma il Regno del sud, di Vittorio Emanuele III, con a capo il generale Badoglio;
  2. a nord nasce la Repubblica sociale italiana (Rsi) o Repubblica di Salò, uno stato in mano ai nazisti, con a capo Mussolini.

Molti gruppi di partigiani si alleano per opporsi al nazifascismo. Sono i partigiani che si organizzano in diverse brigate. Subito dopo l’armistizio nasce il Comitato di Liberazione Nazionale, con il compito di organizzare la Resistenza.

Al Nord i nazifascisti operavano una repressione militare feroce contro i partigiani e la popolazione civile attraverso impiccagioni, fucilazioni e deportazioni. A questo riguardo, è tristemente noto l’eccidio di Marzabotto, in Emilia, dove i nazisti massacrarono centinaia di persone, tra cui intere famiglie e molti bambini.

Nella primavera del 1945 la Resistenza riprende forza e Partigiani e Alleati riescono a liberare l’Italia il 25 aprile del 1945. E’ la fine della guerra.

 

La seconda guerra mondiale

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Definizione La seconda guerra mondiale fu il conflitto armato che tra il 1939 e il 1945 vide contrapporsi da un lato le potenze dell’Asse (Roma-Berlino-Tokyo») e dall’altro i Paesi Alleati (Inghilterra, Francia, Stati Uniti, Unione Sovietica).

Cause Politica aggressiva e militarista del Fascismo e Nazismo. Desiderio di rivincita di alcuni stati. Crisi economica e sociale degli anni Trenta.

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1939-1940 Il primo settembre del 1939 scoppiò la seconda guerra mondiale in quanto la Germania di Hitler invase la Polonia. In risposta, Francia e Inghilterra dichiararono guerra alla Germania. L’esercito tedesco iniziò ad avanzare verso la città di Danzica, in Polonia e nel mentre la Russia aveva occupato la Polonia orientale, i Paesi Baltici e la Finlandia.

Subito dopo la Germania invase Danimarca e la Norvegia, dopodiché occupò Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, tutte e tre paesi neutrali. Nel luglio del 1940 le truppe tedesche entrarono a Parigi,dove nella parte meridionale si formò un governo collaborazionista, definito Repubblica di Vichi, con a capo il maresciallo Petain, che aveva deciso di collaborare con i tedeschi. Invece, il generale De Gaulle si ritirò a Londra e costruì un governo in esilio della Francia libera e cominciò ad arruolare truppe francesi per combattere a fianco della Gran Bretagna.

ITALIA In Italia, Mussolini nonostante avesse firmato il Patto d’acciaio con la Germania decise di non entrare in guerra, perché era consapevole dell’impreparazione dell’Esercito, ma dopo le rapide vittorie delle truppe tedesche pensò che la guerra sarebbe durata poco, pertanto il 10 giugno del 1940 l’Italia entrò in guerra come alleata della Germania, pensando che avrebbe potuto ricavare qualche vantaggio.

L’Italia iniziò con offensive nei Balcani e in Africa orientale, ma furono tutte degli insuccessi e la Germania fu costretta a mandare truppe di rinforzo. In ottobre, Mussolini decise di invadere la Grecia, ma i greci cacciarono le truppe in Albania. Il fallimento di queste operazioni militari fece salire il dissenso e il malcontento degli italiani verso Mussolini. Ad ogni modo, nel 1941 Italiani e tedeschi riuscirono a conquistare la Grecia e la Iugoslavia.

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GRAN BRETAGNA L’unico paese che resistette all’invasione tedesca fu la Gran Bretagna. Il paese guidato da Churchill resistette ai bombardamenti aerei che distrussero industrie e città inglesi, grazie alle imprese dell’aviazione inglese RAF e anche grazie all’aiuto degli Stati Uniti, che pur non partecipando alla guerra, si erano impegnati ad aiutare i paesi in lotta contro il nazismo.

1941 Entrano in guerra URSS e Stati Uniti.  il 7 dicembre 1941 il Giappone attacca a sorpresa la flotta degli Stati Uniti a Pearl Harbor, nelle isole Hawai e gli americani reagiscono.

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Operazione Barbarossa (22 giugno 1941) Hitler attacca l’Unione Sovietica. I tedeschi conquistarono i paesi Baltici, la Bielorussia e tutta l’Ucraina, fino ad arrivare a minacciare Mosca e Leningrado. Tuttavia, in un secondo momento i russi formarono nuclei di resistenza, che piano piano allontanarono sia i tedeschi, sia i soldati italiani intervenuti a sostegno degli alleati tedeschi. Nell’inverno del 1942 la controffensiva sovietica riportò un successo decisivo a Stalingrado, dove i tedeschi furono annientati.

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1942 gli Alleati cominciano a vincere, come nella battaglia delle isole Midway, nel Pacifico. Tra il 1942 e il 1943 i Russi sconfiggono i tedeschi nella città di Stalingrado. Nei paesi occupati dai tedeschi e italiani nasce la Resistenza, formata da gruppi di partigiani che combattono in modo clandestino per mandare via l’esercito tedesco.

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1943 gli alleati sbarcano in Sicilia e la conquistano. Il 25 luglio il re fa arrestare Mussolini e dà il comando a Badoglio. Nel frattempo i tedeschi liberano Mussolini, il quale proclama la Repubblica di Salò: l’Italia è divisa in due parti, a sud c’è il regno di Italia appoggiato alle truppe alleate, nel centro e nel nord vi è la repubblica di Salò.

Badoglio il 3 settembre 1943 firmò un armistizio con gli Alleati.

1944 Gli allettai fecero uno sbarco in Francia nel giugno del 1944 sulle coste della Normandia (D-DAY). I tedeschi non riuscirono a individuare il punto di arrivo delle truppe. Nell’agosto dello stesso anno, un altro esercito degli alleati guidati dal generale De Gaulle, effettuò uno sbarco sulle coste della Provenza, nella Francia meridionale. Parigi insorse contro i tedeschi e fu liberata il 26 agosto. Nel settembre del 1944 quasi tutta la Francia era stata liberata.

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1945 Il 7 maggio del 1945 la Germania si arrende, la guerra in Europa è finita. Considerato che il Giappone non si arrende gli Stati Uniti usano la bomba atomica su due città giapponesi.

25 aprile del 1945 Alleati e partigiani italiani liberano l’Italia dai tedeschi e dai fascisti.

Battaglie importanti della seconda guerra mondiale

  • Invasione della Polonia: il 1 settembre del 1939 l’esercito tedesco invase la Polonia.
  • Battaglia d’Inghilterra: tra luglio e novembre del 1940 l’aviazione tedesca attaccò incessantemente Londra e le altre città inglesi.
  • Battaglia d’Atlantico (1939-1945): vide i sommergibili tedeschi attaccare i convogli mercantili che attraversavano l’Oceano per rifornire l’Inghilterra.
  • Operazione Barbarossa: il 22 giugno del 1941 Hitler attacca l’Unione Sovietica.
  • Battaglia di Pearl Harbor: il 7 dicembre 1941 l’aviazione giapponese attaccò a sorpresa la flotta statunitense ancorata nella baia di Pearl Harbor, nelle isole Hawai: nell’incursione gli aerei distrussero gran parte della flotta statunitense.
  • Isole Midway: nel giugno del 1942 la flotta statunitense riportò una vittoria su quella giapponese.
  • Stalingrado: nell’inverno 1942-1943 i russi riportarono una vittoria contro i tedeschi.
  • Sbarco in Sicilia: nell’estate del 1943 gli Alleati decisero di colpire la Germania attraverso l’Italia e sbarcarono in Sicilia per poi risalire verso nord.

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  • Sbarco di Normandia (regione a Ovest della Francia, bagnata dalla Manica): 6 giugno del 1944 gli alleati sbarcarono in Normandia e riuscirono a liberare Parigi.
  • Battaglia di Hiroshima e Nagasaki: 6 e il 9 agosto del 1945 bombardieri statunitensi sganciarono la bomba atomica sulle due città giapponesi, che furono totalmente distrutte.

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Alcuni passaggi da ricordare

Trattato di Versailles (1919) costringe la Germania a una resa durissima: la Francia vuole vendicarsi dei danni causati dai Tedeschi. La Francia costringe la Germania a cedere molti territori, tra cui le colonie e a pagare molto oro a causa dei danni di guerra.

Conferenza di Monaco La conferenza indetta nel 1938 da Francia, Inghilterra, Italia e Germania al fine di limitare le pretese espansionistiche della Germania, che aveva annesso l’Austria e minacciava di invadere la Cecoslovacchia. La conferenza permise a Hitler l’annessione dei Sudeti (popolazione di origine germanica stanziata in Cecoslovacchia).

Risultati immagini per patto molotov von ribbentropPatto Molotov-Ribbentropp (Hitler-Stalin) fu un accordo di non aggressione stipulato tra Germania e Unione Sovietica nel 1939, nel quale i due paesi dichiaravano di non attaccarsi in caso di conflitto. Il patto comprendeva un protocollo segreto che prevedeva la spartizione della Polonia e dei Paesi Baltici tra Germania e URSS.

Patto d’acciaio fu un’alleanza militare, del 22 maggio 1939, fra la Germania e l’Italia nella cancelleria del Reich, a Berlino, dai Ministri degli Esteri Joachim Von Ribbentrop e Galeazzo Ciano. La durata del trattato venne definita in dieci anni a decorrere dal momento della sua firma, rinnovabili su richiesta di uno dei due stati firmatari.

Quali Stati Hitler occupò? Francia, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Ucraina, Iugoslavia, Grecia, Tunisia.

Perché gli Stati Uniti entrano in guerra? Perché nel 1941 aerei giapponesi attaccarono e affondarono gran parte della flotta americana che si trovava nelle isole Hawaii (Pearl Harbor). Per questo motivo gli Stati Uniti dichiararono guerra al Giappone e poi a Germania e Italia.

Che cosa è l’Olocausto ?Il termine Olocausto indica il genocidio perpetrato dai nazisti e dai suoi alleati nei confronti degli ebrei e, per estensione, verso tutte le categorie ritenute indesiderabili, che causò circa 15 milioni di morti in pochi anni, tra cui 5-6 milioni di ebrei, di entrambi i sessi e di tutte le età.

Che cosa è la Resistenza? Nel 1943 nacque un movimento di combattimento contro i fascisti e i nazisti, chiamato resistenza. Gli uomini ribelli furono i partigiani.

Che cosa è la Repubblica di Salò? Il 23 settembre del 1943 Salò, un piccolo paese sulla sponda occidentale del lago di Garda, in provincia di Brescia, divenne famoso in tutto il mondo. Benito Mussolini, appena liberato dalla sua prigione sul Gran Sasso, durante l’invasione degli inglesi e degli americani, lo scelse come sede di alcuni uffici e ministeri del suo nuovo governo. In poco tempo quel paesino sconosciuto divenne il sinonimo del nuovo stato che Mussolini aveva creato: la Repubblica Sociale Italiana (RSI). La Repubblica di Salò fu insieme l’ultima incarnazione del regime fascista e un disperato tentativo di ritorno alle origini del fascismo. Voleva essere il luogo in cui realizzare una “terza via” tra socialismo e capitalismo, ma di fatto fu uno stato fantoccio della Germania nazista.

Come terminò la Seconda guerra mondiale? Nel 1944 i sovietici dopo aver liberato parte dei loro territori e i paesi Baltici arrivarono in Polonia, quindi avanzarono in Romania, Bulgaria e Iugoslavia e aiutarono la Resistenza di questi paesi contro il nazismo. La Germania si trovò accerchiata: a ovest c’erano le truppe degli Alleati e a est c’era l’esercito russo. Hitler però non voleva arrendersi. Nei primi mesi del 1945 i due eserciti sfondarono le difese tedesche e si trovarono nei pressi del fiume Elba. Il 30 aprile Hitler si tolse la vita e nei primi di maggio la Germania firmò la resa incondizionata.

LIBRI Alla seconda guerra mondiale si possono collegare i seguenti testi:

  1. Mein Kampf di Hitler (La mia battaglia). Il volume, che si divide in due parti, è stato realizzato per metà nel 1924, mentre Hitler si trovava in prigione a Landsberg am Lech e per l’altra dopo la sua liberazione, avvenuta l’anno successivo.
  2. Il grande sole di Hiroshima, romanzo del 1961 di Bruckner.