La storia entra in scena: Medioevo

PIANO DI LAVORO

Per attivare un ripasso creativo in storia, ho selezionato alcuni avvenimenti inerenti l‘ALTO MEDIOEVO e riguardanti il BASSO MEDIOEVO e costruito intorno ad essi delle scene dialogate, da far interpretare agli studenti.

Risultati immagini per creatività

Gli avvenimenti storici scelti sono i seguenti:

  1. La deposizione di Romolo Augustolo, per mano di Odoacre
  2. L’incoronazione di Carlo Magno
  3. La società feudale e la cerimonia di investitura
  4. La lotta per le investiture: Gregorio VII e Enrico IV
  5. Federico II e Gregorio IX
  6. Le repubbliche marinare: Marco Polo 
  7. Umanesimo e Gutenberg
  8. Gli stati regionali: Lorenzo il Magnifico

Risultati immagini per linea del tempo del medioevo

 

Ogni scena teatrale sarà caratterizzata dalla seguente ripartizione di ruoli:

  • Voce narrante: per spiegare l’avvenimento storico
  • Attori: per interpretare l’avvenimento oggetto di studio.

Risultati immagini per creatività

La deposizione di Romolo Augustolo

476 d. C. 

VOCE NARRANTE: Il Medioevo, età di mezzo tra la storia antica e l’epoca moderna, inizia ufficialmente il 476 d. C. quando Romolo Augustolo viene deposto dal barbaro Odoacre. Noto anche con il diminutivo di “Augustolo”, cioè “piccolo Augusto”, Flavio Romolo Augusto è l’ultimo Imperatore dell’Impero Romano d’Occidente. La sua deposizione segna uno spartiacque tra la fine del mondo antico e l’inizio del Medioevo. Nacque nel 461 per poi morire in data incerta dopo il 511.  Flavio Oreste, il padre, gli affidò il trono imperiale. Romolo Augusto data la sua giovane età era inadatto al ruolo. Il giovane Imperatore regnò per soli 10 mesi quando il 4 settembre del 476, venne deposto per opera del generale barbaro Odoacre che lo mandò in esilio nell’attuale Castel dell’Ovo a Napoli (castello più antico della città di Napoli).

Luogo: Roma

Personaggi: Odoacre e Romolo Augustolo

Odoacre: da oggi Lei non sarà più l’imperatore del Sacro romano Impero d’Occidente

Romolo Augustolo: va bene, del resto non era un compito adatto per me. Nei dieci mesi in cui ho regnato, ho compreso che la vita da Imperatore non mi appartiene.

Odoacre: La mando in esilio a Castel dell’Ovo a Napoli, dove vivrete in modo degno.

Incoronazione di Carlo Magno

800 d. C. 

VOCE NARRANTE: I Longobardi furono scacciati dall’Italia da un altro popolo barbaro, quello dei Franchi. I franchi si erano convertiti al Cristianesimo e avevano stretto amicizia con la Chiesa romana.  Nel 799 Leone III fu attaccato e torturato dalla famiglia dei suoi predecessori e dovette rifugiarsi in un convento. Carlo Magno accorse in suo aiuto. Per ringraziarlo il papa decise di incoronarlo imperatore il 25 dicembre 800. Nella notte di Natale dell’ 800, nella basilica di San Pietro, si svolse una solenne cerimonia: papa Leone III pose sul capo di Carlo Magno, re dei Franchi, una corona, proclamandolo imperatore dei Romani, mentre la folla riunita esclamava per tre volte “A Carlo, augusto, coronato da Dio, grande e pacifico imperatore dei romani, vita e vittoria!”. 

Personaggi: Papa Leone III, Carlo Magno, Popolo

Luogo: Basilica di San Pietro, Roma

Papa Leone III: Carlo la incorono imperatore del sacro romano impero germanico

Carlo: le sarò fedele e devoto finché avrò vita

Popolo: a Carlo Augusto, grande e pacifico imperatore dei romani, vita e vittoria!!

 

Società feudale: la cerimonia dell’investitura

Dall’800 al 1000

VOCE NARRANTE: L’imperatore Carlo Magno, per poter controllare tutti i suoi territori, decise di darne una parte in beneficio ai suoi condottieri più fidati. Questi terreni erano chiamati feudi e chi li riceveva doveva farli coltivare dai contadini e mandare poi parte del raccolto all’Imperatore.  Considerato che i feudi erano molto grandi, venivano divisi in contee, affidate ai conti e in marche, affidate ai marchesi. In questo modo nacque il feudalesimo, un sistema di amministrazione del territorio basato sulla fedeltà del vassallo, nei confronti dell’Imperatore. Nella società feudale i nobili che ricevevano in beneficio un feudo dovevano giurare fedeltà e obbedire all’imperatore. Essi venivano nominati vassalli davanti a tutto il popolo, mediante la cerimonia dell’investitura.

Cronaca di un’investitura

Personaggi: Imperatore, Vassallo, Pubblico

Luogo: Castello

Sua maestà siede sul trono con autorevolezza e subito dà inizio alla cerimonia, facendo avvicinare i prescelti uno ad uno, iniziando dal signore della contea di Baviera.

Il cerimoniere annuncia la prima prova: il sovrano impugna con risolutezza l’imponente spada e con forza la poggia sulla spalla del vassallo, che per un attimo barcolla.

Imperatore: figliolo porgimi le tue mani, ti affido l’autorità sul feudo. Dovrai amministrare la giustizia e avrai il comando sui tuoi soldati.

Vassallo: (mette le mie mani tra quelle del feudatario) maestà, affido a voi la mia vita e giuro di difendere il regno da tutti i nemici e di essere giusto e generoso con i deboli.

Imperatore: giurate sulla Bibbia.

Vassallo: sire, vi sarò eternamente fedele (mettendo la mano sulla Bibbia)

Imperatore: vi consegno una chiave e una pagliuzza, simbolo del feudo che vi affido.

Vassallo: grazie infinite mio signore.

Pubblico: grande applauso e il vassallo chinandosi in segno di riverenza si congeda dall’imperatore. Poi fu la volta degli altri cavalieri e signori delle contee vicine.

La lotta per le investiture: Gregorio VII e Enrico IV

Dall’XI al 1122

VOCE NARRANTE: Con il termine lotta per le investiture si fa riferimento allo scontro politico, che in alcuni casi sfociò anche in un confronto armato, tra il Papato e il Sacro Romano Impero Germanico durato dall’ultimo quarto del secolo XI sino al 1122 (anno della firma del Concordato di Worms, che rappresentò una soluzione condivisa al problema dell’investitura dei vescovi). L’occasione da cui scaturì lo scontro fu rappresentata dalla prerogativa, reclamata sia dal Papa sia dall’Imperatore, nella scelta e nomina dei vescovi (la cosiddetta “investitura episcopale”). Tuttavia il vero oggetto del contendere fu stabilire quale tra il potere temporale, rappresentato dall’Imperatore, e il potere spirituale, rappresentato dal Papa, avesse la supremazia sull’altro. 

A questo riguardo, Papa Gregorio VII, nel 1075 scrisse un documento, il Dictatus Papae (dichiarazione del Papa), con cui stabiliva che il pontefice poteva nominare ed eventualmente deporre i vescovi. Impose alle autorità civili il divieto di nominare i vescovi e di distribuire al clero benefici feudali. Queste decisioni portarono a un duro scontro tra papato e impero: la lotta per le investiture. Per sottrarsi a queste norme papali, l’Imperatore Enrico IV fece dichiarare ai suoi vescovi tedeschi che l’elezione di Gregorio VII non era valida; il papa rispose scomunicando l’Imperatore.

Alcuni feudatari dichiararono finito il loro obbligo di fedeltà nei confronti dell’Impertore Enrico IV, così, per riportarli all’obbedienza e all’ordine, Enrico IV fu costretto a scendere in Italia, per chiedere il perdona al papa, che era ospite a Canossa, dalla contessa Matilde. In questo luogo, il papa tolse la scomunica all’imperatore.

Personaggi: Papa Gregorio VII, Imperatore Enrico IV

Papa: io papa Gregorio pubblico il Dictatus Papae, un inseme di affermazioni che sottolineano la superiorità della chiesa su qualsiasi autorità politica

Narratore: ed ecco che qui entra in gioco l’imperatore Enrico IV

Enrico IV: ehi tu? stai attento a quello che dichiari, perché potresti essere catturato dai miei uomini per poi ucciderti. Conviene che annulli il Dictatus Papae!

Papa Gregorio: stai calmo, perché di fronte alla tua arroganza, ho l’arma della scomunica, con cui ti escluderei dalla comunità dei fedeli!

Narratore: a questo punto la situazione è drammatica perché lo scontro tra le due personalità è particolarmente acceso. A questo punto, il papa prese una decisione.

Papa: Enrico, ti scomunico, sarai abbandonato da tutti i fedeli per sempre.

Narratore: nel gennaio del 1077, Enrico IV si recò in Italia a Canossa per chiedere perdono al papa, ma fu costretto a umiliarsi attendendo inginocchiato per tre giorni e tre notti innanzi al portale d’ingresso del castello di Matilde, mentre imperversava una bufera di neve.

Enrico IV: salve papa, sono qui al suo cospetto, per domandale perdono.

Gregorio VII: va bene, ti perdono, ma dovrai rimanere a dormire tre giorni fuori dal castello di Canossa.

Enrico: va bene sire, obbedisco.

Narratore: Nel 1084 Enrico IV assediò Roma, costringendo il papa a scappare e il conflitto durò per altri 50 anni, fino a quando nel 1122, lo scontro tra papato e impero fu risolto, con il concordato di Worms, che stabilì: che il papa nominava i vescovi e che l’imperatore poteva concedere ai vescovi di nomina pontificia dei feudi e dei benefici.

Risultati immagini per gregorio a canossa

 

Le Repubbliche Marinare: la figura di Marco Polo

1254-1324

VOCE NARRANTE: Con la fine del Sacro Romano Impero ci fu nuovamente un periodo di grande povertà causato dalle guerre. Nel sud dell’Italia arrivarono i Normanni, mentre nel resto del Paese il potere apparteneva a ricchissimi feudatari provenienti dalla Germania. Il più potente tra questi, Ottone I, fondò il Sacro Impero Germanico. Alcune città d’Italia non accettarono di sottomettersi all’imperatore e riuscirono a mantenere la propria indipendenza. Queste città furono Amalfi, Genova, Pisa, Venezia e vennero chiamate città marinare. Le città marinare avevano delle leggi proprie ed erano molto ricche grazie ai traffici commerciali con i paesi lontani. Diventarono potenti da rappresentare delle vere e proprie repubbliche.  

Marco Polo (Venezia, 1254 – Venezia 1324)  ricco e colto mercante veneziano che attraversa imperi ostili e lontanissimi facendosi valere e rispettare per il coraggio, la lealtà la vastissima cultura e la grandissima sensibilità umana, che gli permette di conoscere ed assimilare civiltà diversissime e trarne ricchezza di conoscenza. Insieme al padre Niccolò e allo zio Matteo, Marco Polo viaggiò a lungo in Asia, percorrendo la via della seta e attraversando tutto il continente asiatico, fino a raggiungere la Cina (Catai).

Attraverso Il Milione abbiamo conoscenza del resoconto del viaggio in Asia, compiuto da Marco Polo. Il viaggio di Marco Polo è uno dei viaggi più avvincenti della storia, un’avventura che si snoda tra Europa Oriente, destinata a lasciare un segno incancellabile nei rapporti tra le due civiltà. È il 1271 quando il giovane Marco Polo insieme al padre e allo zio parte da Venezia. Prima tappa San Giovanni d’Acri in Terrasanta. I Polo attraversano TurchiaPersiaAfghanistan, il deserto del Gobi, e dopo quattro anni, nel 1275, giungono nel Catài, nella Cina del nord, dove risiede la corte di KublaiGran Kan dei Mongoli. Nel Catai i Polo resteranno 17 anni, prima di ripartire per Venezia, che rivedranno solo nel 1295 dopo un altro avventuroso viaggio. (Fonte: Rai storia.it)

Dettaglio fr2810 folio 1r.jpg

Personaggi: Marco Polo e Imperatore del Catai

Mercante veneziano_Marco Polo: «Finalmente arrivai a Xanadu e vidi il palazzo estivo del Grande Kane della Mongolia e dei quattro regni del mondo. Mi inginocchiai di fronte al Grande Kan, il più possente signore di genti e terre e di tesori che sia né che mai fu. (Ed egli fu allegro e gioviale e quant’altri mai cortese con noi dicendo di levarci in piedi e come stavamo e se avevamo fatto buono e dilettevole viaggio». [da Milione, di Marco Polo]). 

Imperatore: Benvenuti forestieri!

 

Umanesimo e Gutenberg

1450

 

VOCE NARRANTE: Per diverso tempo i libri venivano copiati a mano dai monaci amanuensi. Con questo sistema le persone più ricche potevano comprare e leggere libri. Intorno al 1450 un uomo chiamato Gutenberg inventò la stampa, utilizzando i caratteri mobili, inventati dai cinesi e la carta, arrivata in Europa, dai paesi arabi. In questo modo Gutenberg ha inventato la tipografia, che è il luogo in cui si stampano libri e giornali. Nel 1486 venne realizzato il primo libro stampato in tipografia. Si trattava della Bibbia e a questo fecero seguito poi molti altri testi importanti, che in breve tempo si diffusero in tutto il mondo. Prima della diffusione della stampa l’amanuense o il copista era la figura professionale di chi, per mestiere, ricopiava i manoscritti a servizio di privati o di pubblico. Dopo la diffusione del Cristianesimo fu coltivata soprattutto in centri religiosi, in particolare modo le abbazie dei Benedettini.

Personaggi Gutenberge intervistatore

 

 

 

Gli stati regionali