Testo Poetico

TESTO POETICO

SCOPI Esprimere emozioni, sentimenti, impressioni su persone, paesaggi, cose, eventi

STRUTTURA Versi e strofe. La poesia è inoltre dotata di ritmo, musicalità e immagini suggestive

RIMA può essere baciata (AABB), alternata (ABAB), incrociata (ABBA), versi liberi, versi sciolti

FIGURE RETORICHE Similitudine, Paragone, Metafora, Personificazione, Allitterazione, Onomatopea

Didattica della poesia

LA PARAFRASI

Parafrasare un brano vuol dire rendere più semplice il contenuto di un brano poetico e/o narrativo. La parafrasi consiste quindi in una traduzione e semplificazione, che ha lo scopo di favorire la comprensione e la memorizzazione del testo.

Il procedimento è fondato sulle seguenti operazioni:

  • Lettura approfondita del testo.
  • Individuazione dei concetti-chiave.
  • Sottolineatura dei concetti e delle parole difficili.
  • Semplificazione di tali concetti e parole.
  • Riscrittura del brano in forma chiara.

Questa operazione è utile per ogni genere di testo, anche narrativo.

Si usa la parafrasi anche per ricostruire il contenuto di una poesia; in tal caso è opportuno ricordare alcuni passaggi:

  • Tradurre e semplificare i termini tipici del linguaggio poetico;
  • Ricostruire l’ordine della frase (soggetto, predicato, complementi).
  • Spiegare le figure retoriche.
STROFA
La strofa o strofe (dal greco strofé, “giro, voltata del coro”) indica un insieme di versi individuati da una struttura fissa, caratterizzata dalla natura ritmica o per la presenza di uno schema ricorrente di rime.

Nella metrica classica, le strofe sono identificate principalmente in relazione alla quantità delle sillabe e al numero di versi.

Nella metrica moderna, oltre al tipo di versi impiegati, concorre a definire l’identità di una strofe anche la rima; in tal senso la strofa deve presentare lo stesso schema fisso di versi in una struttura fissa di rime.

Tra i tipi di strofe, possiamo indicare:

  • il distico, ovvero una strofe composta di due versi, tendenzialmente della stessa misura e uniti da una rima baciata. È tipico della tradizione lirica classica.
  • la terzina, ovvero una strofe composte di tre versi, quasi sempre endecasillabi; le strofe sono collegate tra loro da rima incatenata. È la strofe della Divina Commedia e della poesia didascalica in volgare. Viene recuperata in particolar modo da Pascoli a fine Ottocento;
  • la quartina, strofe di quattro versi a rima alternata (ABAB) o incrociata (ABBA); fanno parte della quartina anche la strofe alcaica(riprodotta nella metrica italiana con due quinari doppi, un novenario e un decasillabo);
  • l’ottava, otto versi a rima alternata e un distico finale baciato, di uso narrativo e tipica della tradizione cavalleresca, ad esempio di Tasso.

Tra le forme non regolari, caratteristiche della poesia Otto-Novecentesca, possiamo citare la strofa libera, ovvero una strofe senza schema determinato, composta soprattutto di endecasillabi e settenari e senza rime fisse e la strofe lunga.

 

 Schema delle figure retoriche.

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