La creatività

(in costruzione)

Fromm,
May, Rogers, Maslow, Mead, La creatività, ELS Scuola, 2017, (Prima edizione italiana 1972)

Il testo è costituito da 5 saggi elaborati dai seguenti studiosi:

  1. Fromm, L’atteggiamento creativo
  2. May, La natura della creatività
  3. Rogers, Per una teoria della creatività
  4. Maslow, La creatività nell’individuo che realizza il proprio io
  5. Mead, La creatività vista in una prospettiva interculturale

L’introduzione è a cura di Domenico Simeone, il quale ci spiega cosa si intenda per creatività, alla luce di ciò che sosteneva J. P. Guilford. Lo psicologo sostiene che la personalità diviene creativa se presenta le seguenti caratteristiche:

la sensibilità, intesa come la puntuale presa di coscienza dei problemi; la scioltezza, cioè la capacità di proporre ipotesi risolutive dei problemi avvertiti; la flessibilità, ossia la capacità di adattamento a situazioni nuove ed inattese; il pensiero divergente, cioè il rifiuto del conformismo e la ricerca di risposte inconsuete ed originali; la ridefinizione, intesa come la capacità di rielaborazione originale di cose conosciute; l’analisi, ossia la capacità di individuare i particolari significativi; la sintesi, cioè la ricerca e l’articolazione di una struttura significativa e originale, tra elementi di coscienza ed esperienza.

Simeone spiega che i saggi raccolti in questo piccolo volume ancora oggi mantengono il loro valore euristico e invitano alla riflessione, alla ricerca e all’attuazione di interventi educativi che mettano al centro la creatività.

Nella società complessa e in rapida trasformazione la creatività rappresenta un elemento fondamentale per lo sviluppo della persona e della società. Si tratta di dare rilievo sia all’atto creativo geniale o artistico, ma anche alla creatività ordinaria che abita il quotidiano e che può essere espressa da ogni persona che voglia realizzare se stessa.

Simeone attribuisce alla creatività una capacità trasformativa, in quanto capace di coniugare ragione e immaginazione, logica e fantasia, razionalità ed emozione; essa esprime la capacità di decostruire e ricostruire e di immaginare al di là dei limiti dell’esistente.

Sul tema della creatività, Mario Mencarelli è uno dei pedagogisti che hanno maggiormente contribuito allo studio del tema della creatività.

Nel saggio elaborato da Fromm, lo studioso spiega il duplice significato del termine creatività:

  1. creativo nel senso di creare qualcosa di nuovo, come ad esempio una pittura, una scultura;
  2. creatività intesa nel senso di atteggiamento, condizione preliminare di qualsiasi creazione tangibile.

 

Quaderno

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Per stimolare l’attività metacognitiva, durante il corso dell’anno scolastico, dedicheremo mezz’ora alla settimana (il venerdì), alla compilazione di un quaderno in cui gli studenti scriveranno un resoconto di ciò che è avvenuto di significativo, durante il corso della settimana.

A questo riguardo, gli studenti potranno parlare di nuovi argomenti studiati, di esperienze relazionali, di attività di arricchimento culturale… lo studente potrà inserire nel quaderno decori, disegni e tutto ciò che possa abbellire il contenuto.

Farò un’azione di monitoraggio a dicembre 2018 e maggio 2019.

 

Giardini Incantevoli

Belgio, foresta di Halle. Viene anche chiamata Bosco Blu: i giacinti blu che rendono unica la foresta fioriscono ogni anno a primavera e lo spettacolo dura solo poche settimane.

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The Butchart Gardens sono considerati uno dei luoghi più belli del mondo. Si tratta di un gruppo di giardini fioriti visitabili in Brentwood Bay, British Columbia, situati vicino a Victoria, sull’isola di Vancouver, in Canada. Ogni stagione qui è un arcobaleno di colori, come se fosse primavera tutto l’anno.

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Il Keukenhof è il parco da fiori più grande al mondo: si trova nei pressi della città di Lisse, nell’Olanda Meridionale, circa 35 km a sud-ovest di Amsterdam. E’ una delle principali attrazioni dei Paesi Bassi, nonché il più grande parco di fiori a bulbo del mondo.

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Adotta una Figura Retorica

Prendete una parola, prendetene due
fatele cuocere come se fossero uova
scaldatele a fuoco lento
versate la salsa enigmatica
spolverate con qualche stella
mettete pepe e fatele andare a vela
Raymond Queneau

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Per avvicinare i giovani studenti alla comprensione delle figure retoriche, ho proposto un’attività didattica creativa, in grado di mettere in gioco la facoltà di esplorazione e la metacognizione. 

Questa attività didattica è stata anche stimolata dal corso di aggiornamento professionale, promosso dall’Accademia dei Lincei.

Percorso Operativo: Adotta una figura retorica

  1. Scegli la tua figura retorica preferita;
  2. Spiega le caratteristiche della figura retorica e il motivo per cui hai fatto questa scelta;
  3. Cita un esempio tratto da una poesia per ragazzi, come ad esempio poesie di Rodari.

Esempi di lavori 

A cura di Egle, classe 1^ E

Ho deciso di adottare la personificazione. Si tratta di una figura retorica che consiste nell’attribuzione di comportamenti, pensieri umani a qualcosa che umano non è.

Oggetto di personificazione può essere una cosa, un animale o anche un concetto astratto, come la pace, la giustizia, la vendetta.

La retorica della personificazione è anche usata in pubblicità.

Ad esempio, in Geox: La scarpa che respira. In questo caso, abbiamo un esempio tipico di trasposizione di un’azione dell’essere umano (il respiro) su un oggetto inanimato (la scarpa).

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Un altro classico esempio di personificazione sono le mascotte, personaggi utilizzati come testimonial di prodotti, che spesso coincidono con il prodotto stesso. Penso ad esempio agli m&m’s o all’aceto balsamico Ponti.

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Grazie alla personificazione è possibile ampliare gli aspetti collegati all’umorismo o alle emozioni. 

Oltre alla pubblicità, la personificazione compare in numerose poesie. Un esempio di questa figura retorica è presente nella poesia Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, in cui Leopardi si rivolge alla luna: Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi, che fai/silenziosa luna?

Un altro esempio, è presente in Cade la neve di Alda Merini.

Cade la neve: tutt’intorno è pace

Sui campi e sulle strade;

silenziosa e lieve,

volteggiando la neve cade.

Danza la falda bianca

nell’ampio ciel scherzosa

poi sul terren si posa stanca. (…)

In questa poesia, personificazioni e metafore si alternano tra loro.

La neve è rappresentata come una bella e dolce fanciulla, che danza e volteggia con leggiadria, come se fosse una ballerina; poi affaticata, s’adagia e s’addormenta nella sua pace, giacché la neve è metafora della pace che scende nella profonda indifferenza del mondo.

A cura di Sofia G.,

classe 1^ E

Ho scelto di adottare l’anafora. Questa figura retorica consiste nel ripetere due o più volte un’espressione all’inizio di frasi o di versi successivi, per sottolineare un’immagine o un concetto: si tratta del modulo tipico della ripetizione. Mi piace perché dà ritmo e musicalità alla poesia.

La poesia in cui è presente questa figura retorica è Il più bello dei mari di Nazim Hikmet

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.

Quando leggo questa poesia, immagino che il poeta stia parlando con la persona che ama, probabilmente una donna, cercando di trasmetterle serenità e ottimismo verso il futuro, anche facendola riflettere sugli eventi che potranno accadere.

Questa poesia non è da intendersi letteralmente, parola per parola, ma con un significato spirituale e figurato.

Infatti, l’espressione ‘Il più bello dei mari’ è quello che non navigammo’ significa che la parte migliore della vita deve essere ancora affrontata; l’espressione il più bello dei nostri figli, non è ancora cresciuto, significa che il tempo in famiglia crescerà sempre di più.

 

A cura di Sebastiano M.G., 

Classe 1^ E

Per la mia ricerca sulle figure retoriche, ho scelto le canzoni di Fabrizio De André, che hanno una forma poetica e letteraria.Risultati immagini per fabrizio de andrè

 

Per le figure retoriche di suono, allitterazione e onomatopea, ho scelto i versi di seguito, estrapolati da Amore che vieni, amore che vai:

E tu che con gli occhi di un altro colore

mi dici sempre le stesse parole d’amore (…)

Come si nota è presente un’allitterazione, tramite l’utilizzo di molte “r”, che dà la sensazione dell’amore che scappa velocemente.

In Se ti tagliassero a pezzetti, trovo che nel verso Il regno dei ragni… richiami il lavorio delle zampette dei ragni:

     Se ti tagliassero a pezzetti

     il vento li accoglierebbe

     il regno dei ragni cucirebbe la pelle

     e la luna tesserebbe i capelli e il viso.

Per le figure retoriche di significato, similitudine, metafora e sinestesia: in La canzone di Marinella e Il pescatore ci sono due belle similitudini, citate di seguito evidenziate:

     Bianco come la luna il suo cappello

      come l’amore rosso il suo mantello(…)

 Per la metafora ho scelto Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers:

 

     Al sol della calda primavera

     lampeggia l’armatura

     del Sire vincitor.

Avvicinare l’immagine del mondo con quella del cuore mi fa pensare che il cuore di De André è vasto e grandissimo.

 

In Canzone del maggio c’è la personificazione:

     Anche se il nostro maggio

     ha fatto a meno del vostro coraggio

     se la paura di guardare

     vi ha fatto chinare il mento

     se il fuoco ha risparmiato

     le vostre Millecento

     anche se voi  vi credete assolti

     siete lo stesso coinvolti.

E in L’ombra di Maria è presente la sinestesia:

 

Nel grembo umido, scuro del tempio

l’ombra era fredda,gonfia d’incenso.

 

E per finire per le figure di ordine come l’anafora  ho scelto  Il pescatore:

 

     Venne alla spiaggia un assassino

     due occhi grandi da bambino

     due occhi enormi di paura

     eran gli specchi di un’avventura (…)

E’ stato molto bello scoprire che all’interno delle canzoni di Fabrizio De André ci sono tantissime figure retoriche.

La mia figura retorica preferita è l’anafora perché nella ripetizione si formano anche delle sonorità che rendono il testo ancora più bello e ritmico.

 

A cura di Stefano T.,

classe 1^ E

Ho scelto di adottare la metafora. Questa figura retorica consiste nella sostituzione di una parola con un’altra, legata alla prima da un rapporto di somiglianza. Essa mi piace perché le frasi arricchite dalle metafore sono più stimolanti e creative.

Ho scelto la poesia di Rodari, intitolata La scuola dei grandi, poiché tratta un tema che mi sembra familiare, in quanto essa associa al vita dei grandi a quella degli studenti.

La scuola dei grandi, di Gianni Rodari

Anche i grandi a scuola vanno

tutti i giorni di tutto l’anno.

Una scuola senza banchi

senza grembiule nè fiocchi bianchi.

E che problemi, quei poveretti

a risolvere sono costretti:

In questo stipendio fateci stare

vitto, alloggio e un po’ di mare (…)

In questa poesia, Rodari vuole farci capire che non si finisce mai di andare a scuola anche da adulti e quindi di studiare e imparare cose nuove. La scuola dei grandi non ha vacanze, dura un anno intero, poi un altro è un altro ancora ed essi devono riuscire a far rientrare in quello che guadagnano tutti i bisogni della famiglia.

Insomma la vita da adulto non è proprio rosa e fiori, perché anche per loro ci sono lunghi momenti difficili, come nella scuola che viviamo noi alunni.In questo caso Rodari non sostituisce semplicemente una parola con un’altra a cui è legata da un rapporto di somiglianza, ma l’intera poesia è tutta una metafora in cui la vita degli adulti è rispecchiata dalla vita degli scolari.

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A cura di Virginia M.,

Classe 1^ E

La mia figura retorica preferita è la similitudine, perché evidenzia la somiglianza tra due elementi e li paragona tra loro.

Ho scelto questa figura retorica perché mi piace il modo creativo in cui viene espressa la somiglianza.

Per esemplificare la mia riflessione, ho scelto la poesia San Martino di Carducci.

 

 San Martino di Carducci

La nebbia a gl’irti colli

Piovigginando sale,

E sotto il maestrale

Urla e biancheggia il mar; (…)

 

Tra le rossastre nubi

Stormi d’uccelli neri,

Com’esuli pensieri,

Nel vespero migrar.

 

In questa poesia Carducci descrive il paesaggio e la vita del suo borgo, nel giorno di San Martino. In questo quadro autunnale Carducci rievoca la semplicità agreste della sua terra d’infanzia. Le immagini degli elementi della natura: nebbia, colline, mare, comunicano armonia ed equilibrio. La similitudine è: uccelli neri, come esuli pensieri, in cui si paragonano gli uccelli ai pensieri, che si vorrebbero mandare via lontano. Questa similitudine mi ha colpito, perché solitamente si paragona una cosa astratta a una concreta e non viceversa.

A cura di Martina D., 

Classe 1^ E

La figura retorica che ho scelto è la personificazione. Essa dà vita a un oggetto o a un animale, a cose sia concrete che astratte, come se improvvisamente avessero i cinque sensi. Ho scelto questa figura retorica perché attribuire un’anima a oggetti senza vita mi pare creativo e divertente. Infatti, la personificazione ti permette di sbrigliare la fantasia e di entrare in un mondo magico.

Per rappresentare la mia figura retorica del cuore, ho scelto la Luna bambina,di Rodari.

 

E adesso a chi la diamo

questa luna bambina

che vola in un “amen”

dal Polo Nord alla Cina?

 

Se la diamo a un generale,

povera luna trottola,

la vorrà sparare

come una pallottola. (…)

 

 In questa filastrocca, il poeta vuole dare la luna a qualcuno, ma non sa a chi. Ipotizza di donarla a un generale, che la sparerebbe, a un avaro, che la metterebbe in banca a un calciatore, etc. etc. Come leggiamo nei versi, la luna ha sentimenti umani (personificazione).

Aforismi

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La lettura rende un uomo completo (Bacone)

La lettura ci insegna ad accrescere il valore della vita (Proust)

L’unico modo di fuggire alla condizione di prigioniero è capire come è fatta la prigione.

Chi ha l’occhio, trova quel che cerca anche a occhi chiusi.

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