Il Quattrocento
1400 – 1499 · Umanesimo, guerra e potere
Il Concorso del Battistero di Firenze — nasce la prospettiva
Nel 1401 la corporazione dei mercanti di Firenze bandì un concorso per le nuove porte bronzee del Battistero. Si sfidarono sette artisti; i finalisti erano Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi. Vinse Ghiberti, ma la sconfitta spinse Brunelleschi verso studi di architettura e geometria che lo condussero, intorno al 1415–1420, alla formulazione della prospettiva lineare scientifica — la rappresentazione geometricamente esatta della profondità spaziale su una superficie piana.
La prospettiva brunelleschiana rivoluzionò la pittura e l’architettura europea per i secoli successivi. Leon Battista Alberti la codificò nel trattato De pictura(1435), rendendola patrimonio tecnico universale. È considerata una delle invenzioni intellettuali più influenti del Rinascimento.
Fonti: Manetti, A., Vita di Filippo Brunelleschi, c. 1480 (ed. critica: De Robertis–Tanturli, 1976) · Alberti, L.B., De pictura, 1435 · Kemp, M., The Science of Art, Yale, 1990.
Gutenberg e la stampa a caratteri mobili
Intorno al 1439–1450, Johannes Gutenberg, orefice di Magonza, perfezionò il torchio tipografico a caratteri mobili in lega metallica, riutilizzabili e intercambiabili. La Bibbia di Gutenberg (nota come Bibbia a 42 linee) fu stampata tra il 1452 e il 1455 in circa 180 esemplari — la prima opera prodotta in serie nella storia occidentale.
Prima di Gutenberg, un copista amanuense impiegava mesi per trascrivere un libro; con il torchio si potevano produrre centinaia di copie in settimane. Entro il 1500 erano attivi oltre 1.000 tipografi in Europa e circolavano circa 15–20 milioni di volumi a stampa (gli incunaboli). La rivoluzione della stampa rese possibile la diffusione di massa del sapere, della Riforma protestante e della scienza moderna.
Fonti: Eisenstein, E., The Printing Press as an Agent of Change, Cambridge, 1979 · Febvre, L. & Martin, H.-J., L’Apparition du livre, Albin Michel, 1958 · Man, J., Gutenberg: How One Man Remade the World with Words, Wiley, 2002.
La Caduta di Costantinopoli — fine dell’Impero Romano d’Oriente
Il 29 maggio 1453 le truppe ottomane di Maometto II (Mehmed il Conquistatore) sfondarono le mura teodosiane di Costantinopoli dopo 53 giorni di assedio. L’ultimo imperatore romano d’Oriente, Costantino XI Paleologo, morì combattendo. La città — già ridotta a meno di 50.000 abitanti dopo secoli di decadenza — fu saccheggiata per tre giorni.
La caduta pose fine all’Impero Romano d’Oriente, sopravvissuto per quasi 1.000 anni dopo la divisione del 395 d.C. I dotti greci fuggiti in Italia portarono con sé manoscritti aristotelici e platonici, alimentando l’Umanesimo fiorentino. Le rotte commerciali terrestri verso l’Asia divennero più rischiose, stimolando la ricerca di vie marittime alternative — premessa delle grandi esplorazioni.
Fonti: Runciman, S., The Fall of Constantinople 1453, Cambridge, 1965 · Nicol, D.M., The Last Centuries of Byzantium, Cambridge, 1993.
Le Scoperte Geografiche
1488 – 1522 · L’Europa incontra il mondo
Bartolomeo Diaz doppia il Capo di Buona Speranza
Nel febbraio 1488, il navigatore portoghese Bartolomeo Diaz doppiò l’estremità meridionale dell’Africa, aprendo teoricamente la via marittima verso le Indie orientali. Diaz aveva chiamato il promontorio «Cabo das Tormentas» (Capo delle Tempeste); il re Giovanni II del Portogallo lo ribattezzò Capo di Buona Speranza, poiché si apriva la speranza di raggiungere l’Asia per mare.
L’impresa fu parte del sistematico programma esplorativo portoghese sponsorizzato da Enrico il Navigatore (1394–1460), che aveva incaricato i suoi cartografi di avanzare gradualmente lungo la costa africana.
Dieci anni dopo Diaz, Vasco da Gama completò il percorso fino a Calicut, India (1498), inaugurando il commercio diretto delle spezie.
Fonti: Diffie, B.W. & Winius, G.D., Foundations of the Portuguese Empire 1415–1580, Minnesota, 1977 · Newitt, M., A History of Portuguese Overseas Expansion, Routledge, 2005.
Colombo approda nelle Americhe — due mondi si incontrano
Il 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo, genovese al servizio della Corona spagnola, avvistò terra nell’attuale arcipelago delle Bahamas (isola di Guanahaní, ribattezzata San Salvador). Credendo di essere in Asia, Colombo compì altri tre viaggi (1493, 1498, 1502) senza mai riconoscere pienamente di aver raggiunto un continente ignoto agli Europei.
Il 1492 fu anche l’anno della Reconquista: il 2 gennaio cadde Granada, ultimo regno moresco in Spagna, e il 31 marzo fu firmato il Decreto dell’Alhambra che espelleva gli ebrei dalla Spagna (150.000–200.000 persone). La stessa Isabella di Castiglia finanziò Colombo. L’incontro tra Vecchio e Nuovo Mondo fu catastrofico per le popolazioni indigene: le malattie portate dagli europei (vaiolo, morbillo, influenza) decimarono popolazioni prive di immunità — si stima che tra il 1492 e il 1600 la popolazione delle Americhe si ridusse del 50–90%.
Fonti: Morison, S.E., Admiral of the Ocean Sea, Little Brown, 1942 · Cook, N.D., Born to Die: Disease and New World Conquest, Cambridge, 1998 · Las Casas, B., Historia de las Indias, c. 1560.
✦ Documento Storico · Cristoforo Colombo
«Giovedì 11 ottobre. Navigammo verso ovest-sudovest; avemmo mare più agitato del mare che avevamo avuto in tutto il viaggio. Vedemmo un giunco verde vicino alla nave. Per questo si ritenne che la terra fosse vicina.»
— Diario di Bordo di Cristoforo Colombo, 11 ottobre 1492 (trascrizione di Bartolomé de las Casas)
SPAGNA · CONQUISTA
Hernán Cortés e la conquista dell’Impero Azteco
Nel novembre 1519, Hernán Cortés e circa 500 soldati spagnoli entrarono a Tenochtitlán, la capitale azteca (oggi Città del Messico), e incontrarono l’imperatore Moctezuma II. Nel 1521, dopo una guerra di due anni con alleanze strategiche con popolazioni indigene nemiche degli Aztechi, Tenochtitlán fu distrutta e l’Impero Azteco annesso alla Nuova Spagna.
La conquista fu possibile grazie a una combinazione di fattori: superiorità tecnologica (armi da fuoco, cavalli, armature metalliche), alleanze con popoli tributari degli Aztechi (i Tlaxcalteci schierarono 150.000 guerrieri), e soprattutto le epidemie che decimarono la popolazione azteca. Francisco Pizarro ripeté la strategia in Perù, abbattendo l’Impero Inca tra il 1532 e il 1572.
Fonti: Díaz del Castillo, B., Historia verdadera de la conquista de la Nueva España, c. 1568 · Restall, M., Seven Myths of the Spanish Conquest, Oxford, 2003 · Thomas, H., Conquest: Montezuma, Cortés and the Fall of Old Mexico, Simon & Schuster, 1993.
Magellano–Elcano: il primo giro del mondo
Il 6 settembre 1522, la Victoria — unica delle cinque navi della spedizione originale — attraccò a Siviglia con 18 superstiti su 270 partiti nel 1519.
Il comandante Ferdinando Magellano era morto nelle Filippine il 27 aprile 1521; fu Juan Sebastián Elcano a completare la circumnavigazione. Per la prima volta nella storia era stata dimostrata empiricamente la forma sferica della Terra.
La spedizione percorse circa 60.000 chilometri in tre anni. Il passaggio dallo stretto che oggi porta il nome di Magellano (all’estremità della Patagonia) richiese 38 giorni navigando tra nebbie, venti contrari e freddo estremo. Il viaggio aprì nuove conoscenze geografiche e astronomiche — i marinai scoprirono le Nubi di Magellano, le due galassie satellite della Via Lattea visibili dall’emisfero australe.
Fonti: Pigafetta, A., Relazione del primo viaggio intorno al mondo, c. 1524–25 · Joyner, T., Magellan, International Marine, 1992 · Bergreen, L., Over the Edge of the World, Morrow, 2003.
Il Rinascimento
ITALIA · ARTE · SCIENZA
Leonardo da Vinci — l’uomo universale
Intorno al 1503–1506 Leonardo da Vinci dipinse la Gioconda (Monna Lisa), oggi al Louvre. Ma il contributo di Leonardo va ben oltre la pittura: i suoi taccuini — circa 7.000 pagine sopravvissute su una stima di 13.000 originali — contengono progetti di macchine volanti (ornitotteri, paracadute), studi di anatomia basati sulla dissezione di almeno 30 cadaveri, idraulica, ottica, geologia.
Leonardo intuì fenomeni che la scienza non avrebbe formalizzato per secoli: la struttura delle valvole cardiache, il moto vorticoso dei fluidi, la natura fossile di certi strati geologici. Michelangelo scolpì il David (1501–04) e affrescò la Cappella Sistina (1508–12); Raffaello dipinse le Stanze Vaticane (1509–11). Il Rinascimento italiano fu il momento in cui arte e scienza si fusero in un progetto unitario di comprensione del mondo.
Fonti: Keele, K.D., Leonardo da Vinci’s Elements of the Science of Man, Academic, 1983 · Isaacson, W., Leonardo da Vinci, Simon & Schuster, 2017 · Vasari, G., Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori, 1550.
Copernico e la rivoluzione eliocentrica
Nel 1543, anno della sua morte, Niccolò Copernico pubblicò De revolutionibus orbium coelestium, ponendo il Sole al centro del sistema solare al posto della Terra. L’eliocentrismo copernicano non era un’idea del tutto nuova (Aristarco di Samo l’aveva proposta nel III sec. a.C.), ma per la prima volta veniva sviluppato matematicamente in modo sistematico.
La teoria fu inizialmente accettata con cautela dalla Chiesa come strumento di calcolo astronomico, non come verità fisica.
Fu Galileo Galilei, con il suo cannocchiale (1609) e le osservazioni delle lune di Giove e delle fasi di Venere, a fornire prove empiriche decisive. Il processo a Galileo (1633) e la sua abiura segnarono lo scontro frontale tra scienza sperimentale e autorità dogmatica. Johannes Kepler aveva già formulato le tre leggi del moto planetario (1609–1619).
Fonti: Kuhn, T.S., The Copernican Revolution, Harvard, 1957 · Gingerich, O., The Book Nobody Read, Walker, 2004 · Heilbron, J.L., Galileo, Oxford, 2010.
La Riforma Protestante
GERMANIA · RELIGIONE
Le 95 Tesi di Lutero — la frattura della Cristianità
Il 31 ottobre 1517, secondo la tradizione, il frate agostiniano Martin Lutero affisse le sue 95 Tesi alla porta della chiesa del Castello di Wittenberg, contestando la pratica delle indulgenze — il pagamento di denaro per ottenere la remissione dei peccati — attraverso cui la Chiesa finanziava tra l’altro la ricostruzione della Basilica di San Pietro a Roma.
La stampa di Gutenberg trasformò quello che avrebbe potuto essere un dibattito teologico locale in un evento europeo: in poche settimane le 95 Tesi furono ristampate in migliaia di copie. Lutero fu scomunicato nel 1521. Fondamento teologico della sua dottrina era la sola fide (la salvezza per sola fede, non per le opere) e la sola scriptura (solo la Bibbia come autorità, non la tradizione ecclesiastica). La sua traduzione della Bibbia in tedesco (Nuovo Testamento, 1522) contribuì a standardizzare la lingua tedesca moderna.
Fonti: Oberman, H., Luther: Man Between God and the Devil, Yale, 1989 · Brecht, M., Martin Luther, Fortress, 3 voll., 1985–93 · Marius, R., Martin Luther: The Christian Between God and Death, Harvard, 1999.
CATTOLICESIMO · CONTRORIFORMA
Il Concilio di Trento e la Controriforma
Tra il 1545 e il 1563, il Concilio di Trento ridefinì la dottrina cattolica in risposta alla Riforma protestante. Confermò i sette sacramenti, il ruolo della Tradizione accanto alla Scrittura, il Purgatorio, il culto dei santi e delle reliquie — tutti punti di rottura con il protestantesimo. Riformò anche gli abusi interni: creazione dei seminari per la formazione del clero, disciplina morale più rigorosa.
La Compagnia di Gesù (Gesuiti), fondata da Ignazio di Loyola nel 1540, divenne il braccio intellettuale e missionario della Controriforma: i gesuiti fondarono università e collegi in Europa, condussero missioni in Asia (Matteo Ricci in Cina, 1582–1610; Francis Xavier in India e Giappone), e costituirono il contrappeso più efficace alla diffusione del protestantesimo.
Fonti: O’Malley, J., Trent: What Happened at the Council, Harvard, 2013 · Bireley, R., The Refashioning of Catholicism 1450–1700, Catholic University, 1999.
✦ Parole della Storia · Martin Lutero
«Qui sto, non posso fare altrimenti. Dio mi aiuti. Amen.»
— Martin Lutero, Dieta di Worms, 18 aprile 1521 (rifiuto di ritrattare davanti all’imperatore Carlo V)
Il Cinquecento Politico
Il Sacco di Roma — la fine del Rinascimento papale
Il 6 maggio 1527 i Lanzichenecchi (mercenari tedeschi e spagnoli) al soldo di Carlo V d’Asburgo invasero e saccheggiarono Roma per otto mesi. Papa Clemente VII si rifugiò in Castel Sant’Angelo. La città fu devastata: tra 20.000 e 30.000 morti, innumerevoli opere d’arte distrutte o rubate, chiese profanate. Il Sacco mise fine alla Roma come centro indiscusso della cultura rinascimentale.
L’evento si inseriva nelle Guerre d’Italia (1494–1559), un lungo conflitto tra France e Asburgo per il dominio della penisola che trasformò l’Italia in campo di battaglia. Con la Pace di Cateau-Cambrésis (1559), la Spagna ottenne il predominio sulla Lombardia, il Mezzogiorno e la Sardegna. L’Italia non si sarebbe riunificata per altri tre secoli.
Fonti: Hook, J., The Sack of Rome 1527, Macmillan, 1972 · Chastel, A., Le Sac de Rome 1527, Gallimard, 1984.
FRANCIA · GUERRE DI RELIGIONE
La Notte di San Bartolomeo — il massacro degli Ugonotti
Nella notte tra il 23 e 24 agosto 1572, durante le nozze del protestante Enrico di Navarra con Margherita di Valois — un tentativo di riconciliazione tra cattolici e ugonotti — la corte di Caterina de’ Medici ordinò l’assassinio dei capi ugonotti riuniti a Parigi. Il massacro si estese alla popolazione: nelle settimane successive morirono tra 5.000 e 30.000 protestanti in Francia.
La notte di San Bartolomeo segnò il culmine delle Guerre di religione francesi(1562–1598), che videro otto conflitti armati tra cattolici e protestanti. Terminarono con l’Editto di Nantes (1598) del re Enrico IV (già Enrico di Navarra, convertitosi al cattolicesimo nel 1593 con la frase attribuita: «Parigi val bene una messa»), che garantiva libertà di culto agli ugonotti — primo esempio europeo di tolleranza religiosa istituzionalizzata.
Fonti: Knecht, R.J., The French Religious Wars 1562–1598, Osprey, 2002 · Holt, M., The French Wars of Religion 1562–1629, Cambridge, 1995.
Il Seicento
La Guerra dei Trent’Anni — il primo conflitto europeo totale
Il 23 maggio 1618, la Defenestrazione di Praga — tre funzionari imperiali cattolici gettati da una finestra del Castello da nobili protestanti boemi — accese la miccia della Guerra dei Trent’Anni (1618–1648). Iniziata come conflitto religioso nell’Impero asburgico, si trasformò progressivamente in una guerra europea per l’egemonia politica.
Il conflitto devastò soprattutto le terre tedesche: si stima che la popolazione della Germania si ridusse del 25–40% tra morti in battaglia, carestie ed epidemie. La Pace di Vestfalia (ottobre 1648) ridisegnò la mappa dell’Europa e introdusse due principi rivoluzionari: la sovranità degli stati nazionali e il non-intervento negli affari interni altrui — fondamenti del diritto internazionale moderno. La Francia emerse come prima potenza continentale; l’Impero asburgico fu indebolito.
Fonti: Parker, G., The Thirty Years’ War, Routledge, 1984 · Wilson, P.H., Europe’s Tragedy: A History of the Thirty Years War, Allen Lane, 2009.
SCIENZA · RIVOLUZIONE SCIENTIFICA
Newton e i Principia Mathematica — la legge universale
Il 5 luglio 1687, Isaac Newton pubblicò i Philosophiæ Naturalis Principia Mathematica, uno dei libri più influenti nella storia della scienza. L’opera enunciava le tre leggi del moto e la legge di gravitazione universale: ogni corpo dell’universo attrae ogni altro con una forza proporzionale al prodotto delle masse e inversamente proporzionale al quadrato della distanza. Newton unificava in una singola formulazione matematica la caduta di una mela e il moto dei pianeti.
I Principia erano il culmine di un secolo di rivoluzione scientifica: Francis Bacon aveva codificato il metodo sperimentale (Novum Organum, 1620); Galileo aveva sperimentato la caduta dei gravi e il pendolo; Descartes aveva fondato la geometria analitica (1637). Newton inventò anche il calcolo infinitesimale (parallelamente a Leibniz, 1675–1676), strumento matematico indispensabile per la fisica moderna.
Fonti: Newton, I., Philosophiæ Naturalis Principia Mathematica, 1687 (ed. critica: Cohen & Whitman, California, 1999) · Westfall, R.S., Never at Rest: A Biography of Isaac Newton, Cambridge, 1980.
La Gloriosa Rivoluzione e il Bill of Rights
Nel 1688–1689, la «Gloriosa Rivoluzione» inglese depose re Giacomo II Stuart (cattolico, accusato di tendenze assolutistiche) e pose sul trono Guglielmo III d’Orange con sua moglie Maria II. Il Bill of Rights del 13 febbraio 1689 sancì che il re non poteva sospendere le leggi, imporre tasse o mantenere un esercito in tempo di pace senza il consenso del Parlamento.
Il Bill of Rights pose le basi della monarchia costituzionale britannica e influenzò profondamente il pensiero politico europeo e americano. John Locke, nel suo Secondo Trattato sul Governo Civile (1689), teorizzò che il governo deriva il suo potere dal consenso dei governati e che i cittadini hanno il diritto di ribellarsi a un governo tirannico — idee che avrebbero ispirato la Rivoluzione americana (1776) e quella francese (1789).
Fonti: Schwoerer, L.G., The Declaration of Rights, 1689, Johns Hopkins, 1981 · Israel, J., The Dutch Republic: Its Rise, Greatness and Fall, Oxford, 1995 · Locke, J., Two Treatises of Government, 1689
Il Settecento
Illuminismo, rivoluzioni e il nuovo ordine · 1700–1800
La Guerra di Successione Spagnola — nasce l’equilibrio europeo moderno
Il 1° novembre 1700 morì Carlo II di Spagna senza eredi, lasciando il trono al nipote Filippo di Borbone, nipote di Luigi XIV di Francia. L’unione potenziale delle corone di Francia e Spagna allarmò le potenze europee: Inghilterra, Province Unite, Austria e molti stati italiani e tedeschi formarono la Grande Alleanza e dichiararono guerra alla Francia nel 1701.
Il conflitto si combatté su quattro continenti — Europa, Americhe, Africa occidentale, Asia — rendendolo di fatto il primo guerra globale della storia moderna. Il duca di Marlborough inflisse sconfitte decisive alla Francia a Blenheim (1704) e Ramillies (1706). La pace fu regolata dai Trattati di Utrecht (1713): Filippo V restò re di Spagna ma rinunciò ai diritti sulla corona francese; l’Inghilterra ottenne Gibilterra, Minorca e il monopolio della tratta degli schiavi (Asiento); l’Austria acquisì i Paesi Bassi spagnoli e buona parte dell’Italia. Il sistema di Utrecht codificò il principio dell’equilibrio di potenza come fondamento delle relazioni internazionali europee per il secolo a venire.
Fonti: Frey, L. & Frey, M., The Treaties of the War of the Spanish Succession, Greenwood, 1995 · Lynn, J.A., The Wars of Louis XIV 1667–1714, Longman, 1999 · Storrs, C. (ed.), The Fiscal-Military State in Eighteenth-Century Europe, Ashgate, 2009.
L’Italia nel Settecento — un mosaico sotto tutela straniera
I Trattati di Utrecht (1713) e Rastadt (1714) assegnarono all’Austria il Ducato di Milano, il Regno di Napoli, la Sardegna (poi scambiata col Piemonte nel 1720) e i Presidi toscani. La Spagna borbonica mantenne la Sicilia (poi acquisita nel 1734 con la fondazione del Regno delle Due Sicilie sotto Carlo di Borbone). La Toscana passò agli Asburgo-Lorena nel 1737. Solo il Piemonte sabaudo e Venezia mantenevano piena indipendenza.
Nonostante la dominazione straniera, il Settecento italiano fu un periodo di significativa fioritura intellettuale: a Napoli operò Giambattista Vico (Scienza Nuova, 1725), che fondò la filosofia della storia; a Milano il marchese Cesare Beccaria pubblicò Dei delitti e delle pene (1764), opera cardine dell’Illuminismo giuridico che contestò la tortura e la pena di morte e influenzò le legislazioni di tutta Europa e delle Americhe. Pietro Verri e il «Caffè» animarono il dibattito riformista lombardo.
Fonti: Beccaria, C., Dei delitti e delle pene, 1764 (ed. critica: Venturi, Einaudi, 1965) · Vico, G.B., Scienza Nuova, 1725 · Woolf, S., A History of Italy 1700–1860, Routledge, 1979.
L’Illuminismo e il Dispotismo Illuminato
Il Settecento fu il «Secolo dei Lumi»: un movimento intellettuale che pose la ragione, la critica e l’esperienza al centro del pensiero umano, in opposizione alla tradizione e all’autorità religiosa. I philosophes francesi — Voltaire, Montesquieu, Rousseau, Diderot — elaborarono le basi teoriche della democrazia liberale e della separazione dei poteri. L’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert (28 volumi, 1751–1772) fu il monumento editoriale del movimento: 72.000 articoli che sistematizzavano il sapere umano laico.
Alcuni sovrani adottarono le idee illuministe nella pratica di governo: Federico II di Prussia (r. 1740–1786) riformò la giustizia abolendo la tortura (1754), promosse la tolleranza religiosa e fondò l’Accademia delle Scienze di Berlino. Maria Teresa d’Austria (r. 1740–1780) e il figlio Giuseppe II riformarono l’istruzione, limitarono i privilegi nobiliari e abolirono la servitù della gleba nei domini asburgici (1781). Caterina II di Russia corrispose con Voltaire ma mantenne il sistema servile. Il «dispotismo illuminato» fu una modernizzazione dall’alto che non scalfì le strutture di potere esistenti.
Fonti: Gay, P., The Enlightenment: An Interpretation, 2 voll., Knopf, 1966–69 · Israel, J., Radical Enlightenment, Oxford, 2001 · Beales, D., Joseph II, 2 voll., Cambridge, 1987–2009.
✦ L’Illuminismo · Immanuel Kant, 1784
«Illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l’incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Sapere aude!Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza!»