Il DPCM 4 agosto 2023 è il decreto che ha dato ufficialmente il via alla riforma del reclutamento dei docenti in Italia, introducendo i nuovi percorsi abilitanti per le scuole secondarie (medie e superiori).
1. I Nuovi Percorsi (60, 30 e 36 CFU)
Il decreto non prevede un unico corso per tutti, ma diverse modalità a seconda del profilo del candidato:
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Percorso standard (60 CFU): È il percorso a regime. Include tirocinio diretto (nelle scuole) e indiretto. È rivolto ai laureati che vogliono abilitarsi per la prima volta.
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Percorso per “Abilitati o Specializzati” (30 CFU – Art. 13): Dedicato a chi è già abilitato in un’altra classe di concorso o è specializzato sul sostegno. È un percorso più breve, spesso erogabile online, per prendere una seconda abilitazione.
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Percorso per “Precari Storici” (30 CFU): Per chi ha almeno 3 anni di servizio nelle scuole statali negli ultimi 5 anni.
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Percorso Post-Concorso (30 o 36 CFU): Per chi vince il concorso senza essere ancora abilitato; dovrà completare i crediti mancanti durante l’anno di prova.
2. Com’è strutturato il corso?
Il percorso non è solo teoria. I 60 CFU sono così suddivisi:
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Discipline psico-pedagogiche e metodologie didattiche.
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Tirocinio diretto (almeno 15 CFU) da svolgere fisicamente nelle scuole.
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Tirocinio indiretto (5 CFU).
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Lezioni in presenza: La frequenza è obbligatoria (solitamente per almeno il 70% delle attività).
3. La Prova Finale
Per ottenere l’abilitazione non basta dare gli esami. È prevista una prova finale che consiste in:
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Prova scritta: Un’analisi critica sull’esperienza del tirocinio.
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Lezione simulata: Una vera e propria prova pratica di insegnamento davanti a una commissione (che include un membro esterno inviato dall’Ufficio Scolastico Regionale).
4. I Costi massimi fissati
Il DPCM mette anche un tetto alle tasse che le Università possono chiedere:
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2.500 euro per il percorso da 60 CFU.
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2.000 euro per i percorsi ridotti (30 o 36 CFU) o per chi è già iscritto a un corso di laurea.
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150 euro per l’esame finale.
Perché è importante?
Perché dal 1° gennaio 2025 l’abilitazione (ottenuta tramite questi 60 CFU) sarà il requisito fondamentale per partecipare ai concorsi ordinari per l’insegnamento.